1/7/2010 - corazzate- cannoniere e sommergibili della civil war
GUERRA NAVALE SUI MARI E FIUMI




A CURA DI DANIELE RANOCCHIA
7 APRILE 1861Per volere del ministro della U.S. Navy Welles viene organizzato un convoglio destinato a soccorrere la guarnigione di Fort Sumter, un isolotto fortificato nella baia di Charleston, asserragliata all'interno già dal 26 dicembre dell'anno precedente. Il convoglio, costituito dalla pirofregata Powhatan e da quattro piroscafi, salpa in giornata ma, a seguito di un ordine del Segretario di Stato nordista Seward, la Powhatan viene dirottata verso Pensacola, a difesa della guarnigione di Fort Pickens. All'alba del 12 aprile le postazioni confederate di James Island, Fort Moultrie e Cummings Point, appoggiate da una batteria galleggiante, aprono il fuoco contro Fort Sumter. Il convoglio nordista raggiunge la baia di Charleston nello stesso giorno dell'attacco in tarda mattinata ma, un poco per le avverse condizioni meteorologiche, un poco per la mancanza di unità di scorta, non riesce a dare alcun contributo alla difesa del forte. La guarnigione nordista, al comando del maggiore Anderson, si arrende il 14 aprile.
19 APRILE 1861 Inizia il blocco navale delle coste atlantiche confederate da parte della marina unionista (U.S. Navy) con l'arrivo di una unità davanti al porto di Charleston. Nei primi giorni di maggio la Squadra del Potomac ed un'altra formazione, costituita da quattro vascelli, comincia a controllare il fiume Potomac e le coste della Virginia.
Nello stesso giorno una piccola squadra unionista al comando del commodoro Hiram Paulding giunge davanti a Norfolk per salvare il salvabile. L'importante arsenale ivi presente, nel territorio della Virginia, rischia di cadere in mano confederata. Al momento della secessione dello stato l'arsenale è al comando del commodoro McCauley, di fede unionista, mentre la maggioranza degli ufficiali è di fede sudista. All'arrivo della squadra la situazione è ormai compromessa: gli ufficiali sudisti hanno rassegnato le dimissioni, i tecnici dell'arsenale hanno abbandonato i propri posti di lavoro, i depositi di munizioni della zona sono stati saccheggiati e le forze confederate hanno messo in postazione le batterie destinate a battere l'arsenale. Le unità presenti in quel momento, il Merrimack, il Germantown ed il Plymouth sono affondati dai propri equipaggi. Paulding, vista la situazione, riesce a portare al sicuro la pirofregata Cumberland rimorchiandola, mentre il brigantino Dolphin e sei vecchie navi non più utilizzabili sono fatte saltare all'alba del 21 aprile. Poche ore dopo i sudisti prendono possesso dell'arsenale abbandonato dai nordisti in fuga. La caduta dell'arsenale di Norfolk provoca alle forze nordiste la perdita di oltre 2000 cannoni. Riescono però a conservare il controllo del caposaldo di Fort Monroe che, trovandosi sulla penisola formata dai fiumi York e James, costituisce un efficace punto di controllo della baia di Hampton Roads.

21 APRILE 1861 L'incrociatore nordista Saratoga, al comando di Alfred Taylor, cattura la nave negriera Nightingale di Boston, diretta a New York. A bordo ha 961 schiavi.

20 MAGGIO 1861 La Squadra del Potomac, al comando del capitano di fregata James H. Ward, costituita dalle tre piccole cannoniere a vapore Anacostia, Resolution e Freeborn, cannoneggia le batterie costiere installate dai sudisti a Aquia Creek, al fine di interrompere le linee ferroviarie di comunicazione fra Washington e Baltimora. In poco meno di due ore le batterie nemiche sono ridotte al silenzio. L'azione dimostra l'importanza delle vie d'acqua interne nell'attuare il disegno strategico che mira al controllo delle linee di comunicazione.

GIUGNO 1861
Con l'obiettivo di controllare le bocche d'accesso dei canali che mettono in comunicazione il mare aperto con la città di New Orleans, ottimo rifugio per i violatori di blocco, le pirofregate unioniste Powhatan e Brooklyn si posizionano in modo da bloccare rispettivamente il Southwest Pass e il Pass à l'Outre. Nonostante la presenza di queste unità, ai primi del mese il piroscafo armato confederato Sumter, al comando del capitano di fregata Raphael Semmes, riesce ad eludere la sorveglianza del Powhatan e a cominciare subito dopo, nella zona delle Antille e delle coste brasiliane, la guerra al traffico mercantile unionista.

27 AGOSTO 1861
Allo scopo di acquisire il controllo delle lagune della Carolina del Nord (note come Pamlico Sounds), utilizzate dai violatori di blocco per far transitare armi e munizioni alle forze sudiste, una squadra unionista al comando del commodoro Silas Stringham, si presenta davanti al canale di Hatteras, principale punto di entrata nelle sounds. La squadra è composta dalle pirofregate e pirocorvette Wabash, Minnesota, Monticello, Susquehanna, Pawnee e Cumberland, dal piroscafo armato Harriett Lane e dalle unità da trasporto Adelaide, George Peabody e Fanny, su cui sono imbarcati 900 marines al comando del maggior generale B. F. Butler. L'azione contro Fort Clark e Fort Hatteras inizia il 28 agosto con lo sbarco dei marines ed il bombardamento dei forti. Il giorno dopo i sudisti, sottoposti ininterrottamente al bombardamento, si arrendono.

La presa di fort Hatteras

14 SETTEMBRE 1861
Una squadra d'assalto sbarcata dalla pirofregata unionista Colorado riesce a distruggere il vascello corsaro sudista Judah, in allestimento presso l'arsenale di Pensacola.

12 OTTOBRE 1861
La squadra unionista al comando del commodoro McKean, costituita dalle pirocorvette Richmond, Vincennes, Preble e Water Witch, raggiunge la bocca del canale detto "Testa dei passi". La posizione è a circa 15 miglia a nord di dove il Mississippi sfocia, con una miriade di canali, sul Golfo del Messico. Avutane notizia, la flottiglia confederata del commodoro J. S. Hollins, posta a difesa di New Orleans, passa subito all'attacco. Formata da sette cannoniere fluviali e dall'ariete corazzato Manassas, la flottiglia sorprende le forze unioniste che, per sottrarsi al fuoco, con manovre errate, portano le unità Richmond e Vincennes a incagliarsi nei pressi di Pillottown. Nonostante il fuoco confederato contro le due unità, il piroscafo McClellan riesce a disincagliare le due unità che, con il resto della squadra unionista vanno ad ancorarsi su alti fondali, fuori dai canali. La flottiglia di Hollins rientra indenne a New Orleans salutata calorosamente dalla popolazione.

29 OTTOBRE 1861
Una squadra unionista composta da 50 unità fra naviglio combattente e ausiliario, guidata dalla pirofregata Wabash, muove da Hampton Roads allo scopo di conquistare la città di Port Royal, equidistante da Savannah e da Charleston, sulle coste della Carolina del Sud. Il controllo della zona consentirà agli unionisti di fornire il necessario appoggio logistico alle flotte di blocco. La squadra, al comando dell'ammiraglio Du Pont, è articolata in due formazioni combattenti: la prima composta dalle pirofregate Wabash e Susquehanna, dalle pirocorvette Mohican, Seminole e Pawnee, dalle cannoniere Unadilla, Ottawa e Paulina e dalla corvetta a vela Vandalia, rimorchiata dal piroscafo Isaac Smith, ha il compito di cannoneggiare le postazioni confederate. La seconda, con il compito di contrastare la reazione del naviglio avversario, è costituita dalle cannoniere Bienville, Seneca, Curlew, Penguin e Augusta. La squadra è rinforzata da un corpo d'armata dell'esercito al comando del generale T. W. Sherman. Dopo cinque giorni di navigazione le unità nordiste danno fondo davanti al canale d'accesso a Port Royal, difeso dai forti Walker e Beauregard, e dalla flottiglia di tre cannoniere fluviali agli ordini del commodoro Tattual. Il 9 novembre inizia il cannoneggiamento dei forti da parte delle forze nordiste. Poiché appare subito evidente la superiorità dei cannoni nordisti su quelli confederati, il commodoro Tattual si ritira.
A metà giornata i confederati evacuano Fort Walker e, al tramonto, evacuano anche Fort Beauregard. Poco dopo le truppe del generale Sherman occupano i forti.

16 novembre 1861
Le cannoniere nordiste Tyler, Lexington e Conestoga conquistano le posizioni sudiste nei pressi di Belmont, fornendo il fuoco di copertura ai circa 3.000 uomini del generale Grant che, dopo alcuni giorni di combattimenti, riescono a fare arretrare verso oriente le forze confederate del generale Leonidas Polk.

8 NOVEMBRE 1861
La pirofregata unionista San Jacinto intercetta, nelle acque delle Bahamas, il piroscafo postale Trent, salpato il giorno prima dall'Avana. A bordo del Trent si trovano i due emissari confederati James Mason e John Slidell, diretti in Europa per acquistare materiale bellico, che vengono arrestati e portati a bordo dell'unità unionista. Per reazione gli inglesi, sollecitati dalla Confederazione che vede di buon occhio un intervento armato contro l'Unione, schierano le truppe lungo il confine canadese. L'incidente diplomatico viene chiuso rapidamente con la consegna dei due emissari confederati alle autorità inglesi di Boston.
22 NOVEMBRE 1861
La unità unioniste Richmond e Niagara, aiutate dai cannoni di Fort Pickens, iniziano il bombardamento di Fort McRae, in mano confederata. L'azione si conclude il giorno dopo senza avere provocato danni rilevanti alle difese del forte.
31 DICEMBRE 1861
Una formazione nordista agli ordini del comandante Rodgers risale il fiume Beaufort, nella omonima zona, con l'obiettivo di congiungersi ad un reggimento dell'esercito al comando del generale Stevens. L'azione inizia il giorno successivo con il bombardamento operato dalle cannoniere fluviali nordiste ai danni delle difese confederate. Le forze confederate sono costrette a riparare a nord abbandonando la zona costiera.

FEBBRAIO 1862Una formazione navale nordista al comando del contrammiraglio Louis M. Goldsborough giunge nell'Hatteras Inlet con l'obiettivo di occupare l'isola di Roanoke e ripristinare l'autorità di Washington sulla regione di Pamlico e Albermarle Sounds, oltre che conseguire l'obiettivo strategico di interrompere l'importante linea ferroviaria fra Richmond ed il porto di Willington. L'operazione prevede la collaborazione di ingenti forze terrestri, per un totale di 17.000 uomini, al comando del generale A. E. Buruside. La squadra nordista è costituita da 19 cannoniere, di dislocamento variabile dalle 200 alle 700 tonnellate, alcune dotate di propulsione a elica e altre con ruote a pale. Mentre il comando tattico è affidato al capitano di fregata S. C. Rowan, imbarcato sulla cannoniera Delaware, il contrammiraglio Goldsborough ha l'insegna sulla cannoniera Southfield. Nove giorni dopo l'arrivo in zona la squadra nordista entra nella laguna di Pamlico e si appresta ad assumere il controllo della laguna di Albermarle, unita alla prima da un canale molto stretto in cui si trova l'isola di Roanoke. Le difese sudiste sono costituite dai forti Fort Hinger, Fort Blanchard e Fort Bartow, sull'isola di Roanoke, da Fort Forrest sulla costa occidentale del canale Croetau e da una flottiglia di otto cannoniere al comando del commodoro Lynch. Per la natura dei fondali e la presenza di ostruzioni messe in opera dai confederati, la sola via praticabile dalle unità nordiste è il canale ad ovest dell'isola. Con le cannoniere disposte su due linee avanzate ed i sette trasporti in posizione arretrata, i nordisti iniziano l'azione cannoneggiando i forti e le cannoniere sudiste. Dopo poche ore cinque di esse, danneggiate, sono costrette a ritirarsi verso il nord, mentre Fort Bartow cessa il fuoco. A seguito della diminuita reazione difensiva i nordisti riescono a stabilire una testa di ponte sull'isola di Roanoke che, il giorno dopo, nonostante i contrattacchi avversari, è forte di circa 10.000 uomini. 
2 FEBBRAIO 1862 Una forza d'attacco unionista, costituita dalla Cincinnati, nave ammiraglia del commodoro Foote, Carondelet, De Kelb, Conestoga, Tyler, Lexington e un corpo di sbarco di 17.000 uomini al comando del generale Grant, muove all'attacco dei forti Henry e Donelson. I forti sono ubicati sulle anse dei fiumi Tennessee e Cumberland rispettivamente. Poiché con la loro posizione controllavano la navigazione fluviale e interdivano ad eventuali formazioni navali i tentativi di forzare le linee sudiste, i generali Halleck e Grant pianificarono il 23 gennaio il loro attacco. Il 4 febbraio le truppe del generale Grant prendono terra 15 km a sud di Fort Henry e si attestano su posizioni favorevoli per impedire ai sudisti di rinforzare le proprie posizioni. L'attacco inizia il 6 febbraio con l'azione combinata delle forze terrestri e della squadra del commodoro Foote. I confederati sono in breve costretti alla resa. Nel corso dell'azione la cannoniera nordista Essex viene danneggiata dal tiro avversario e costretta a ritirarsi. In risposta alla minaccia nordista i confederati creano una flotta fluviale per la difesa del Mississippi. Il 6 febbraio la prima cannoniera corazzata entrata in servizio, ricavata dalla conversione di un piroscafo fluviale, viene catturata, dopo varie vicissitudini, dai nordisti. Nell'agosto successivo entrerà a far parte della flotta unionista con il nome di Eastport. Per sfruttare il vantaggio conseguito con la cattura di Fort Henry il generale Grant dispone una ricognizione offensiva lungo il Tennessee. L'azione, condotta dal commodoro Foote con le unità Tyler, Lexington e Conestoga, frutta la distruzione di sei piroscafi sudisti e la cattura della cannoniera confederata C. E. Hillman.

la presa di Fort Donelson

Al mattino, dopo che i piroscafi hanno sbarcato i reggimenti, la flottiglia di Foote inizia il bombardamento di Fort Donelson. Gli artiglieri confederati, posti in posizione particolarmente favorevole, riescono dopo alcune ore di cannoneggiamento a colpire gravemente la Pittsburgh, la Louisville e la De Kelb. Queste, scortate dalla Carondelet e da due cannoniere non protette, sono costrette a ritirarsi dall'azione. Nonostante la disfatta della U. S. Navy le truppe del generale Grant riescono ad avere ragione del forte il 16 febbraio
anche per il continuo fuoco della Carondelet sul forte. Nella concitazione di quei momenti 2500 soldati confederati riescono ad imbarcarsi su alcuni piroscafi e a mettersi in salvo.
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1/7/2010 - BATTAGLIE DELLA CIVIL WAR: CHANCELLORSVILLE 30 APRILE 6 MAGGIO 1863
IN PROGRESS
CHANCELLORSVILLE 30 APRILE- 6 MAGGIO 1863
LA BATTAGLIA PERFETTA DEL GENERALE LEE


 
Chiamata la "battaglia perfetta di Lee" a causa dei rischi corsi ma della riuscita suddivisione del suo esercito in presenza di una forza nemica assai maggiore, la battaglia contrappose l'Armata del Potomac del Mag. Gen. Joseph Hooker a un'armata confederata grande la metà, l'Armata Confederata della Virginia Settentrionale del Gen. Robert E. Lee. L'audacia di Lee e la timida condotta in combattimento di Hooker si combinarono, producendo un risultato significativo e imbarazzante che condusse l'Unione a una sconfitta. La vittoria confederata fu attenuata dalla ferita mortale ricevuta dal Gen. "Stonewall" Jackson, una tragedia che Lee descrisse come "la perdita del mio braccio destro".
La Campagna di Chancellorsville cominciò con l'attraversamento del fiume Rappahannock da parte dell'esercito unionista la mattina del 27 aprile 1863. Pesanti combattimenti cominciarono il 1º maggio e non finirono fin quando le forze unioniste non riattraversarono il fiume nella notte tra il 5 e il 6 maggio.
Joseph Hooker prima della battaglia disse "Dio abbia pietà del Generale Lee, perché io non ne avrò"
Sulla carta era uno degli scontri più sproporzionati della guerra. L'esercito unionista aveva una forza combattente effettiva disposta sul campo di 130.000 uomini. L'esercito confederato contava su una forza che era meno della metà della precedente, approssimativamente di 60.000 uomini. Inoltre le forze nordiste erano molto meglio equipaggiate e assai più riposate dopo numerosi mesi di inattività. Le forze di Lee, d'altro verso, erano sparpagliate su tutto lo Stato della Virginia. Infatti circa 15.000 uomini dell'Armata della Virginia Settentrionale, sotto il Ten. Gen. James Longstreet, stazionavano presso Norfolk (Virginia), tanto da non giungere in tempo per aiutare le forze sottodimensionate di Lee.
Per di più l'urto cominciò con un piano di battaglia dell'Unione che era superiore alla gran parte dei precedenti messi a punto dai comandanti dell'Armata del Potomac. L'esercito mosse dai suoi acquartieramenti invernali intorno a Fredericksburg (Virginia), dove fronteggiava Lee al di là del Rappahannock. Hooker aveva pianificato una doppia manovra avvolgente delle forze di Lee, con l'invio di quattro Corpi, con una marcia da tenere segreta, in direzione NO, col successivo volgere a S e con l'attraversamento dei fiumi Rappahannock e Rapidan, col loro girare a E, colpendo Lee da dietro. I rimanenti Corpi avrebbero aggredito Lee di fronte, attraverso Fredericksburg. Nel frattempo circa 7.000 cavalleggeri, al comando del Mag. Gen. George Stoneman, avrebbero effettuato una puntata in profondità nelle retrolinee confederate, distruggendo le loro vitali linee di rifornimento lungo la ferrovia che da Richmond collegava Fredericksburg, e tagliando le vie di comunicazione e di rifornimento di Lee. Era un piano deciso e aggressivo.
Tuttavia, malgrado la superiorità delle forze l'audacia della strategia, come già avvenuto nelle prime Campagne della guerra, la mancanza di una competente capacità di comando dell'Armata del Potomac avrebbe continuato a condannare le sue forze, mentre le superiori doti tattiche dei comandanti confederati, Lee e Jackson, avrebbero determinato la vittoria per il Sud in quella giornata.
Il 27–28 aprile, i quattro Corpi dell'Armata del Potomac attraversarono il Rappahannock e il Rapidan in numerosi posti, molti dei quali posti dietro la confluenza dei due fiumi e della frazione di Chancellorsville (che era assai più piccola di un'ampia tenuta ed era di proprietà della famiglia Chancellor), alla congiunzione dell'Orange Turnpike e della Orange Plank Road. Nel frattempo la seconda forza di più di 30.000 uomini, sotto il Mag. Gen. John Sedgwick, attraversò il Rappahannock a Fredericksburg. E la cavalleria di Stoneman prese a muoversi per raggiungere le retrolinee di Lee.
Il 1º maggio, Hooker aveva all'incirca 70.000 uomini ammassati dentro e attorno Chancellorsville, mentre Lee lavorava freneticamente per concentrare il suo esercito. Affrontava Hooker a Chancellorsville con 40.000 uomini, mentre alla sua destra il Mag. Gen. Jubal Early con i suoi 12.000 uomini occupava le solide posizioni delle Marye's Height a Fredericksburg con 12.000 uomini, cercando d'impedire a Sedgwick d'attaccare la retroguardia di Lee. Il giorno successivo le truppe dell'Unione e della Confederazione si affrontarono di fronte a Chancellorsville, e alcune forze unioniste furono in grado di far retrocedere gli avversari dall'impenetrabile boscaglia che li proteggeva e dalla pineta che copriva l'area. Questo fu visto da numerosi comandanti unionisti come chiave della vittoria. Se il più numeroso esercito unionista avesse combattuto nei boschi, conosciuti come "la foresta di Spotsylvania" (Wilderness of Spotsylvania), lo svantaggio in termini d'artiglieria sarebbe stato minimizzato, dal momento che l'artiglieria non avrebbe potuto conseguire alcun sensibile vantaggio in quella foresta.
Tuttavia Hooker, ancor prima di cominciare, aveva deciso che avrebbe condotto la campagna sulla difensiva, forzando Lee, con il suo piccolo esercito, ad attaccare decisamente per primo. Nella battaglia di Fredericksburg, l'esercito dell'Unione aveva attaccato ed era andato incontro a una sanguinosa e terrificante sconfitta. Hooker sapeva che Lee non poteva permettersi alcuna sconfitta né mantenere tanto a lungo un esercito operativo sul campo di battaglia. Così egli ordinò ai suoi uomini di arretrare nella foresta e di prendere posizione difensiva intorno a Chancellorsville, sfidando Lee ad attaccarlo o a retrocedere di fronte alle sue superiori forze.
Lee accettò la sfida di Hooker e pianificò di attaccarlo per il 2 maggio. La notte precedente, Lee e il suo subordinato più elevato in grado, il Ten. Gen. Thomas J. "Stonewall" Jackson, stilarono un piano tremendamente rischioso d'attacco. Essi avrebbero diviso la forza di 40.000 uomini a Chancellorsville, con Jackson che avrebbe preso con sé il Secondo Corpo di 28.000 uomini per attaccare il fianco destro dell'Unione. Lee, d'altro canto, avrebbe esercitato il suo comando personale sugli altri 12.000 uomini (metà del Primo Corpo di Longstreet) fronteggiando in tal modo con soli 40.000 uomini i 70.000 soldati di Hooker a Chancellorsville.
Perché questo potesse funzionare, era necessario che si verificassero numerose condizioni: era necessario che Jackson effettuasse una marcia di 18 chilometri lungo strade secondarie per aggirare l'esercito dell'Unione, e serviva farlo senza essere individuati. Quindi serviva a Lee che Hooker restasse sulla difensiva. Era necessario anche che Early potesse contenere Sedgwick a Fredericksburg. E soprattutto che l'attacco di Jackson cogliesse le truppe nordiste completamente di sorpresa.
Incredibilmente tutto ciò si realizzò. La cavalleria confederata sotto il Mag. Gen. J.E.B. Stuart impedì alle forze unioniste d'individuare Jackson e le sue truppe nelle loro manovre (che occuparono quasi tutta la giornata). Il solo avvistamento delle manovre si ebbe allorché Jackson si stava muovendo a Sud di Chancellorsville e ciò fu male interpretato da Hooker, a tutto vantaggio dei Confederati: Hooker pensò che la cavalleria nordista di Stoneman fosse riuscita a tagliare le vie di rifornimento di Lee e che Lee fosse sul punto di ritirarsi. Dunque egli rimase sulle sue posizioni e non pensò di operare alcun attacco massiccio, inviando solo il suo 3° Corpo di 13.000 uomini, comandato dal Mag. Gen. Daniel Sickles. Questi catturò qualche manciata d'uomini del 2° Corpo di Jackson e poi si fermò.
Sedgwick (a Fredericksburg) e Hooker si ritrovarono nell'impossibilità di comunicare a causa d'un guasto del telegrafo che li collegava e, quando Hooker riuscì infine a ordinare a Sedgwick in tarda serata del 2 maggio di attaccare Early, questi non lo fece, pensando che Early disponesse di più uomini di quanti egli in realtà non ne avesse.
Ma la principale ragione dello smacco fu l'incompetenza del comandante dell'11° Corpo d'Armata dell'Unione, il Mag. Gen. Oliver O. Howard, che si trovava sull'ala destra dell'Unione al comando di 11.000 uomini. Costui mancò di prendere precauzioni difensive malgrado gli ordini di Hooker in tal senso. L'ala destra non era in alcun modo addossata ad ostacoli naturali e la sola precauzione adottata contro un attacco sul suo fianco consisteva in due cannoni puntati verso la foresta. Ad aggravare le cose, l'11° Corpo era un'unità senza sufficiente addestramento, composto quasi interamente d'immigrati tedeschi, alcuni dei quali non parlavano neppure l'inglese. Alle 16,30, i 28.000 uomini di Jackson sbucarono dalla foresta e presero i soldati di Howard totalmente di sorpresa mentre la maggioranza di essi era occupata a cucinare. Più di 4.000 furono fatti prigionieri ancor prima d'aver sparato un sol colpo d'arma da fuoco e la maggioranza degli altri fu messa in rotta. Una sola delle divisioni dell'11° Corpo offrì una temporanea resistenza. Al finire della giornata il 2° Corpo di Jackson era avanzato di oltre 3 km, fino a trovarsi in vista di Chancellorsville e non era separato dall'esercito di Lee altro che dal Corpo d'Armata di Sickles che si trovava sempre sul posto dove s'era esaurito il suo attacco della mattina. Hooker stesso era stato leggermente ferito nel momento più intenso del combattimento quando una pallottola sudista aveva colpito un pilastro di legno sul quale poggiavano talune strutture del suo Quartier Generale. Benché assai impacciato, egli rifiutò di trasmettere temporaneamente il comando al suo secondo in comando, il Gen. Darius N. Couch, e questo creò non pochi intralci al suo comando nei giorni successivi, rendendolo particolarmente nervoso e intimidito nel suo giudizio per tutto il resto della battaglia.
Tanto Hooker quanto Jackson compirono seri errori quella notte e a Jackson l'errore costò la vita.
Hooker, dubbioso sulla capacità di Sickles di conservare il saliente conquistato nelle posizioni sudiste riportò il suo 3° Corpo d'Armata a Chancellorsville nella notte. Sfortunatamente per lui ciò dette due vantaggi ai Confederati: le forze di Lee e di Jackson ebbero infatti la possibilità di congiungersi e dette loro il controllo d'una radura sopraelevata chiamata Hazel Grove, uno dei rari siti dove l'artiglieria aveva la possibilità di operare in modo efficace. (Sickles fu amareggiato del dover lasciare in tal modo campo libero agli avversari e le sue azioni insubordinate al Peach Orchard nella battaglia di Gettysburg due mesi più tardi furono con probabilità fortemente determinate proprio da questo incidente). L'errore di Jackson ebbe luogo allorché si spinse avanti al suo Corpo in esplorazione lungo l'Orange Plank Road quella notte. Avendo conseguito una determinante vittoria in quella giornata, Jackson volle aumentare il proprio vantaggio prima che Hooker potesse riguadagnare le posizioni perdute e organizzasse una controffensiva che avrebbe potuto avere successo a causa della forte differenza numerica di cui godeva. Mentre era a cavallo in esplorazione fu colpito al braccio destro da fuoco amico. La sua ferita, apparentemente curabile in un primo momento, si rivelò assai più grave tanto da obbligare presto il medico all'amputazione all'altezza della spalla. L'operazione gli provocò un'infezione polmonare e Jackson, che aveva resistito "come un muro di pietra" coi suoi Virginiani nella prima battaglia di Bull Run) (o Prima Manassas, morì il 10 maggio, gettando nel più grande sconforto il campo confederato e lo stesso Lee che ne fu straordinariamente afflitto, a causa dell'eccezionale tempra di combattente di "Stonewall" Jackson e della sua grande intelligenza tattica che lo aveva senza dubbio reso il suo migliore e più perspicuo collaboratore.
Il 3 maggio Ambrose P. Hill, che aveva assunto il comando del 2° Corpo a causa delle ferite subite da Jackson, era nell'incapacità di garantire un efficiente comando. Hill si consultò con Robert E. Rodes, il più anziano generale dei Corpi sotto il suo comando, e Rodes concordò con la decisione di Hill di convocare il Gen. J.E.B. Stuart e di affidargli il comando, mettendo al corrente Lee dopo il fatto. L'audace cavalleggero dimostrò di essere anche un buon comandante di fanteria. Stuart lanciò un attacco massiccio su tutto il fronte, aiutato da Hooker che stava ritirando le sue truppe da Hazel Grove, quindi organizzò l'artiglieria immediatamente perché operasse in controbatteria. Fieri combattimenti scoppiarono quella sera allorché Stuart lanciò un altro attacco massiccio contro le linee unioniste, che lentamente furono sbriciolate dalla pressione subita e dalla mancanza di rinforzi e rifornimenti. In quel pomeriggio i Confederati catturarono Chancellorsville, e Hooker fece arretrare i suoi uomini fiaccati fino a una linea difensiva che circondava il guado chiamato United States, la loro ultima linea sgombera di ritirata.
Lee non poteva ancora dichiarare completa la sua vittoria e neppure Hooker voleva riconoscere la sua disfatta. All'acme del combattimento a Chancellorsville del 3 maggio, egli ancora richiamò Sedgwick a gettarsi contro il nemico e ad attaccare le retrovie di Lee. Ancora una volta però il Generale esitò finché non fu troppo tardi. Quel pomeriggio infine attaccò le posizioni di Early (dopo che Early a un certo momento le ebbe abbandonate grazie a un ordine di Lee male interpretato da lui), e operò lo sfondamento. Ma lo fece troppo tardi quel giorno per poter aiutare gli uomini di Hooker. Infatti una singola brigata dell'Alabama, guidata dal Brig. Gen. Cadmus Wilcox organizzò un'azione diversiva lungo la Orange Plank Road a ovest di Fredericksburg e rallentò l'avanzata già indolente di per sé di Sedgwick. Rinforzi del Mag. Gen. Lafayette McLaws arrivarono da Chancellorsville nel tardo pomeriggio e si unirono a Wilcox alla chiesetta di Salem, quattro miglia a ovest di Fredericksburg, e la forza combinata confederata bloccò la marcia di Sedgwick verso Chancellorsville.
Il combattimento del 3 maggio 1863 fu uno dei più furiosi mai combattuti nell'intera guerra e dovrebbe essere annoverato fra le più sanguinose battaglie della stessa Guerra di Secessione. Circa 18.000 uomini, ugualmente divisi fra i due eserciti, caddero quel giorno in battaglia.
Verso la sera del 3 maggio e lungo tutto il giorno seguente del 4 maggio, Hooker rimase sulla difensiva mentre Lee ed Early si scontravano con Sedgwick. Sedgwick, dopo aver infranto le difese di Early, trascurò colpevolmente di tenere Fredericksburg. Early semplicemente tornò indietro e occupò di nuovo le alture a ovest della città, tagliando fuori Sedgwick. Nel frattempo Lee mosse la divisione di Richard H. Anderson dal fronte di Chancellorsville e rinforzò McLaws prima che Sedgwick capisse quanti pochi uomini gli si opponessero. Sedgwick, postosi sulla difensiva, fu assai più determinato di quanto non lo fosse stato in fase offensiva e tenne il campo che il giorno prima aveva abbandonato attraversando il Rappahannock a Banks' Ford durante le ultime ore del 5 maggio. Ironicamente, ciò fu un ulteriore errore di comunicazione fra lui e Hooker; il comandante in capo infatti voleva che Sedgwick che egli tenesse Banks' Ford, così che Hooker potesse abbandonare l'area di Chancellorsville e riattraversare il fiume appunto al guado di Banks per riprendere il combattimento. Quando capì che Sedgwick aveva abbandonato la sponda sud, Hooker pensò di non avere alcuna possibilità di salvare la battaglia e nella notte fra il 5 e il 6 anch'egli si ritirò a nord del Rappahannock.

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conclusioni: "la storia dimostra che"

per Hooker fu una durissima sconfitta, fu avvolto tra le spire del generale Lee che fece a pezzi i suoi piani e i suoi sogni. Il generale Lee fu il più grande generale tra i sudisti e non solo in questa battaglia. Hooker ebbe modo rifarsi durante le fasi della battaglia di Chattanooga, quando portò la bandiera stellata su Lookout Mountain, detta la battaglia nelle nuvole, la più alta battaglia della guerra civile americana, ma questa è un altra storia.
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1/7/2010 - BATTAGLIE DELLA CIVIL WAR: GETTYSBURG -1-3 LUGLIO 1863
LA BATTAGLIA DI GETTYSBURG
LEE INVADE LA PENNSYLVANIA
IL PUNTO PIU' ALTO RAGGIUNTO DALLA CONFEDERAZIONE E IL MOMENTO DELLA VERITA' PER L'UNIONE IN UNA DELLE PIU' GRANDI E TRAGICHE BATTAGLIE DELL'OTTOCENTO.
a cura di Stefano Jacurti




Se all’alba del 1 luglio 1863 un qualsiasi osservatore avesse gettato l’occhio attraverso il tranquillo paesaggio dello stato della Pennsylvania, avrebbe visto presso la Chambersburg Road, una delle varie strade che portavano alla cittadina di Gettysburg,una frenetica attività di cavalleria.
Era il generale Buford che di buon mattino dopo aver dato ordine di smontare ai suoi uomini piazzandoli in modo da sbarrare l’ingresso a Gettysburg si accingeva a dare battaglia.
Buford non aveva molti uomini due brigate (circa 2500 uomini tra i quali i veterani del 3° cavalleria Indiana).
Dopo che l’artiglieria fu piazzata Buford si preparava a combattere in attesa dei rinforzi del Generale Reynolds ormai in avvicinamento con i suoi Black Heat Boys.
Ma cosa era accaduto nei giorni immediatamente precedenti ad uno degli scontri armati più sanguinosi ed importanti della guerra civile americana?
Nel periodo precedente alla battaglia la situazione sul fronte est era molto negativa. Mentre all’ovest Grant passava di vittoria in vittoria ed ora assediava Vicksburg sul fronte orientale a parte Antietam (un’altra carneficina) non c’era stato alcun progresso nella guerra.

L’armata del Potomac era comandata dal Generale Hooker. Fighting Joe era stato sconfitto duramente a Chancellorsville dove le aveva provate tutte ma alla fine era stato aggirato ed imbottigliato dal Generale Lee. Ora sapendo che l’esercito confederato aveva invaso la Pennsylvania Hooker si mosse con tutta l’armata attraverso il Maryland e la Pennsylvania coperto dalle tre divisioni di cavalleria di Buford, Kilpatrick, Gregg.
Il 27 giugno l’armata del Potomac era già nel Maryland. Nelle intenzioni di Hooker c’era quella di tagliare la strada al nemico inviando il 12° corpo ma valutando una inferiorità numerica nei confronti di Lee si affrettò a chiedere in suo sostegno anche la guarnigione di Harper’s Ferry che invece gli fu negata. Improvvisamente, il 28 giugno 1863 Hooker rassegnò le dimissioni.
Com’era diverso lo scenario in guerra tra est e ovest per l’Unione!
In poco tempo Lincoln era stato a costretto a cambiare già due comandanti. Prima MacClellan bravo organizzatore ma lentissimo, poi Burniside responsabile del macello di Fredericksburg. Ora l’ennesimo comandante prendeva le redini dell’armata del Potomac: George Meade.I giorni che precedettero a battaglia furono giorni incerti e difficili per L’Unione ma c’era un’atmosfera nell’aria che non si era ancora mai vista prima (almeno sul fronte orientale) la determinazione sia negli uomini, sia nella popolazione civile a restare compatti, a vincere o morire.
Meade si accostò alla battaglia con la mentalità giusta anche perché seppur stimato da molti, era nuovo al comando.
Ora i confederati erano a nord di Gettysburg e l’armata del Potomac andava ad avvicinarsi alla cittadina dove c’era una piccola fabbrica di scarpe da sud.
Ma perché l’armata nemica si muoveva alla cieca? Perché non c’era la cavalleria in avanscoperta?
Stuart infatti già nei giorni precedenti si era scontrato con la cavalleria di Plesanton che aveva varcato il Potomac il 9 giugno a Brandy Station ed ora nel preludio alla battaglia la cavalleria Unionista di Kilpatrick l’aveva nuovamente intercettato.
Da questi due scontri si capì non solo che la cavalleria Unionista non era ora più inferiore a quella Confederata ma era ora pronta per dare sonore lezioni future sulle ali del progetto Sheridan: “Combatti il nemico dove pensa di essere imbattile”.
Ora il 30 giugno la divisione di Cavalleria di Buford era già a Gettysburg.
Questo ,come si vedrà in seguito, sarà molto importante per un’aspetto che al di là degli altri importanti e concatenati che sempre in una battaglia sono molteplici,si rivelerà decisivo sulle circostanze e modalità in cui questa avvenne.
Questo come vedremo, fu molto importante per l’esercito Unionista. Se Lee si accostò allo scontro manovrando con la maestria di sempre ed ora si accingeva ad attaccare con un’armata compatta e con il morale altissimo furono i nordisti a decidere dove si sarebbe combattuto.
Non permettere l’occupazione delle colline intorno alla città costringeva L’esercito Confederato a combattere su un pessimo terreno ed ecco perchè l’ordine di “smontare” e sbarrare la strada alla fanteria nemica ordinato repentinamente da Buford inficerà moltissimo su quello che accadrà dopo senza ovviamente dimenticare tutti i “se” e i “ma” che in una battaglia sia per i vincenti, sia per chi la perde, ci sono e ci saranno sempre, sopratutto in un battaglia di tre giorni.
La mattina del 1 luglio 1863 le prime schiere di soldati confederati si stavano avvicinando a Gettysburg.
La divisione conderata di Heth avanzò con due brigate in avanguardia, comandante dai brigadieri generali James Archer e Joseph R. Davis. Si diressero a est in colonne lungo il Chambersburg Pike. Cinque chilometri a ovest della città, circa alle 7.30 del 1 luglio, le due brigate di Heth incontrarono una leggera resistenza da parte di vedette della cavalleria e si misero in formazione di linea. Alla fine riuscirono a raggiungere la cavalleria smontata del colonnello William Gamble, che oppose una strenua resistenza con tattiche di temporeggiamento da dietro degli steccati con un tiro rapido delle loro carabine Sharps.

Il generale Meade poteva disporre in tutto di circa 95OOO Uomini ma in quel momento tra i sudisti e la città di Gettysburg c’erano solo i 3500 cavalleggeri Unionisti. Reynolds che era stato avvertito ed era già in movimento con il primo corpo d’armata ma era ancora lontano. All’alba del 1 luglio la battaglia vera e proprio si accese. Buford diede ordine di aprire il fuoco con alcuni pezzi d’artiglieria sulla McPherson Ridge contro le giubbe grigie, gli 8000 uomini della divisione Heth del Generale Hill che venivano avanti e i cavalleggeri traformati in fanteria (come spesso accadrà nella guerra civile) riuscirono in un primo momento a respingere il nemico in schiacciante superiorità numerica fino all’arrivo del Generale Reynolds che giunto sul postò buttò nella mischia i Black Hat boys per sostenere gli ormai esausti uomini di Buford che fine a quel momento avevano resistito (grazie anche ai fucili a ripetizione) ma che ora rischiavano di essere travolti. La Iron brigade attaccò i confederati di Heth e li ricacciò dal luogo dove stavano ormai avanzando (il boschetto MacPherson) riconquistandolo.tra l'altro la Brigata di Ferro ("Iron Brigade") federale del brigadiere generale Solomon Meredith ottenne un primo successo contro il sudista Archer, catturando diverse centinaia di uomini, tra cui lo stesso Archer.

Tutto questo era accaduto senza che Reynolds un (reduce della guerre con il Messico) avesse sentito Meade sul da farsi. Il generale dei Black Heat Boys tra l’altro cadde sul campo proprio durante questo attacco colpito a morte dai confederati ed ormai l’11° corpo del generale Howard (Usa) aveva avuto l’ordine di muovere sulla città al più presto. La battaglia si ingrossava..ed avrebbe assunto presto dimensioni gigantesche.
Dopo la morte del generale Reynolds il generale Doubleday (provvisoriamente al comando) prosegui’ il lavoro del suo antecedente schierando altre due divisioni sulla McPherson ridge affiancando le altre due della divisione Wadsworth. A mezzoggiorno sopraggiunse il generale Howard con l°11 corpo assumendo il comando delle operazioni e nonostante avesse trovato all’inizio una buona sitauzione sul campo di battaglia essa prestò mutò a favore dei Confederati.
Sembrò in quel momento che il nemico avesse sospeso l’attacco e Howard decise di schierare due divisioni dell’armata del Potomac fin verso la Oak Hill per fronteggiare con una formazione ad angolo retto i confederati che ormai neanche i pochi cavalleggeri di Buford avevano potuto fermare.
Le due divisioni si mossero verso la Oak hill ma troppo tardi, i sudisti l’avevano già occupata. In un primo momento quando i sudisti attaccarono in massa sostenuti dall’artiglieria le divisioni unioniste riuscirono a ributtarle indietro ma una minaccia si pose subito sul fianco destro dell’Unione. All’arrivo di un’altra divisione sul fianco destro non ci fu più nulla da fare per l’esercito nordista ormai accerchiato sulle ali. Era tempo di ritirarsi e sgomberare sia Seminary Ridge sia la città di Gettysburg.
Howard infatti aveva intuito seppur con ritardo rispetto a Buford l’importanza delle colline a sud della città. Si preoccupò quindi di inviare sulla Cemetery hill la divisione del generale Von Steinwerh mentre altre due divisioni furono inviate a settentrione verso la città. Von Steinwerh arrivò sulla collina in tempo per schierarsi a fianco dell’11° corpo in ritirata e che aveva dovuto sgombrare la città.
La situazione sulla Cemetery hill e sulla Culps hill si prospettava in questo modo:
a sinistra 1° corpo d’armata da l boschetto Ziegrel grove lungo tutta la cemetery ridge e l’11° corpo sulla destra, la divisione Wadsworth (inclusa la Iron brigade) occupava la Culps Hill e tutte le batterie furono messe in posizione. Nel tardo pomeriggio il 13° e l°11 corpo di dei generali Sickles e Slocum arrivarono sul posto. Mentre calava ormai la notte il generale Meade arrivava sul campo di battaglia per ispezionare l’intero fronte decidendo di non muoversi e di dare battaglia da quella posizione restando però sulla difensiva data la sua migliore collocazione strategica sul campo che avrebbe obbligato il nemico ad attaccarlo su posizioni molto più favorevoli alla giacche blu.
Ma Meade apportò delle modifiche alla schieramento perfezionando la posizione del suo esercito.
Partendo dalla Culps hill vi erano il 12° corpo del generale Slocum, la divisione Wadsworth tra cui i Black Heat boys della Iron Brigade che teneva la cima, quindi l°11 corpo di Howard dal Cemetery hill al boschetto Ziegler’s Grove, quindi la riserva tenuta dietro che era composta dalle due divisioni del 1° corpo d’armata dislocata dietro l’11° corpo.
Proseguendo nello schieramento era il 2° corpo d’armata di Hancock che partendo dal boschetto Ziegler’s Grove lungo tutta la cemetery Ridge ad essere schierato a cui seguiva il 3° corpo d’Armata di Sickles fino al Little round top. Altri corpi d’armata erano pronti, il 5° in riserva e il 6° ormai in avvicinamento. Per la cavalleria di Buford era giunto il momento del riposo dopo aver combattuto così bene per molte ore. Buford fu schierato sull’ala sinistra di tutta l’armata, la divisione di Gregg sull’ala destra, quella di Kilpatrick a nord est di Gettysburg a vigilare se mai Stuart fosse comparso. Lo schieramento dell’Unione appariva nella forma un’uncino rovesciato e il terreno non presenteva particolari difficoltà per comunicare ordini o spostare uomini da una parte o dall’altra del campo di battaglia.
La notte del 1° luglio era ormai al termine,la giornata era perduta ma la battaglia non era finita
Secondo giorno di battaglia

Se la posizione dell’esercito nordista era ottima la mossa del generale Sickles verso le 13.00 della seconda giornata di battaglia fece ripiombare l’armata in una situazione drammatica.
Sickles infatti di sua iniziativa personale si era spinto molto più avanti con il 3°corpo, molto più vicino al nemico, molto più vicino alla cresta del seminario che alla collina del cimitero pensando che il nemico volesse occupare il luogo su cui era con i suoi uomini ma questo fu un errore di valutazione che costò caro. Inoltre posizionandosi in quel modo aveva lasciato scoperte le due alture rotonde, una più grande, il big round Top, ed una più piccola il little round top che erano il fianco dell’armata. Sopratutto l’ultima: il Little Round Top che era ora una porta aperta. Se i Confederati ci fossero saliti e piazzato la loro artiglieria avrebbero preso sul fianco tutto l’esercito nordista. Meade accortosi della grave situazione cercò di rinforzare il 3° corpo di Sickles inviando una divisione e tutto il 5° corpo per sostenerlo. Ma la battaglia si era ormai accesa dal campo di frumento (Wheatfield)

al frutteto di peschi (Peach Orchard) all’antro del diavolo (Devil’s Den). Tutta la battaglia si spostava ora sulla sinistra mentre i confederati attaccavano cercando di aggirare l’esercito unionista. Nei luoghi citati lo scontro fu duro con perdite da ambo le parti e lo stesso Generale Sickles fu gravemente ferito e tutto il 3° corpo era ormai in rotta.
Sudisti comandati dal Generale Hood attaccavano ora sul Devil’s Den

che era a ridosso del Little round top abbandonato. Lo stesso Generale Hood venne ferito gravemente ma nel frattempo il generale del genio Unionista Warren si era spinto in ricognizione sul little Round Top e trovandolo abbandonato si precipitava ad occuparlo con due brigate e una batteria. Tra questi uomini c’era il 20° Maine del Colonnello Chamberlain, ex insegnante a scuola trovatosi quel giorno all’appuntamento con la storia.
Gli assalti al Little Round top iniziarono subito. Dalle pendici dell’altura si inerpicavano i Confederati salendo attraverso il bosco. Gli ordini che erano stati dati agli uomini sull’altura erano chiari. Non ci si poteva né arrendere né ritirarsi. La “porta” di tutto il fianco dell’Unione era il 20° Maine arrivato lassù per ordine di Warren e Chamberlain fece schierare gli uomini.
La battaglia iniziò presto e mentre il nemico rinnovava gli assalti si capì anche che non sarebbero arrivati mai rinforzi.
Si contavano i morti, si sostituivano quelli che cadevano,si sparava tra la vegetazione verso il 15 Alabama che si avvicinava al gruppo di soldati a volte a bruciapelo.
Il 20° Maine aveva tenuto quella posizione da quando era lassù ma erano finite le munizioni e la situazione era disperata.
Chamberlain vedendo i suoi uomini stremati e che non avrebbero retto un’altro assalto ed ormai a parte le baionette praticamente disarmati poiché non c’era più una cartuccia, ordinò al 20° di caricare il nemico.
Un assalto alla baionetta “ruotando” come perno mentre si caricava in discesa.
Forse era una follia, forse disperazione, ma Chamberlain diede l’ordine e tutto il 20° Maine partì come un cuneo travolgendo i confederati lungo le pendici del Little Round Top facendo diversi prigionieri. La bandiera stellata era rimasta su quell’altura e nessuno l’avrebbe più tolta da lì.

Calava ormai la seconda notte quando Meade si riunì con i suoi generali per decidere il da farsi. La giornata era stata dura, la situazione ancora difficile ma l’esercito aveva retto. C’era da decidere se attaccare o restare inchiodati su quelle posizioni.
Meade e lo stato maggiore decisero di continuare su quelle posizioni anche per il giorno successivo.
Terzo giorno di battaglia

Se Lee avesse attaccato al centro avrebbe avuto davanti il settore dove c’era il generale Gibbon e ci si aspettava un’assalto propriò lì. Meade parlottò con Gibbon di questa possibilità, proprio quest’ultimo avrebbe dovuto aspettarsi l’attacco.
Il mattino dopo ci furono combattimenti sulle ali ma isolati.
Il centro dell’armata del Potomac sulla cemetery Ridge era tenuto dal risoluto Generale Hancock e dal suo 2° corpo, uno dei migliori su quel campo di battaglia.
Nel frattempo da quella posizione lo schieramento imponente della artiglieria nemica fece intuire che l’attacco sarebbe stato proprio in quel settore. Al centro c’erano 103 pezzi di artiglieria che il Generale Hunt (art) si affrettò a disporre.
73 erano puntati sulle ali di cui 29 sulla Cemetery Hill e 44 verso i round tops. Al centro Hunt lasciò solo una trentina di cannoni in modo che se il nemico fosse avanzato sarebbe stato preso sul fianco da un fuoco micidiale.
C’era anche un muretto che offriva un buon riparo alle truppe asserragliate e dietro un piccolo gruppo di alberi che coincidevano con il centro dell’armata nordista. Davanti al muretto c’era una spianata a campo aperto che permetteva una lunga visuale fin quasi alle linee sudiste, quanto mai di meglio per i tiratori di fanteria ed artiglieria.
A parte qualche colpo di cannone la mattinata passò in una strana quiete.
Ma all’improvviso un fuoco infernale scosse l’aria. Erano i cannoni Confederati che annunciavano l’attacco. Le granate dei cannoni sudisti giunsero presto sulla cimitery Ridge facendo parecchi danni, molti pezzi di artiglieria vennero distrutti e resi inservibili ma gran parte di questo fuoco cadeva più indietro, nelle retrovie, superando l’armata che era asserragliata sotto il muretto. Alcune granate giunsero fin nei pressi del quartier generale di Meade costringendolo ad abbandonarlo.
A questo punto Hancock si infuriò perchè Hunt aveva dato ordine di non rispondere al fuoco ma la fanteria doveva essere appoggiata in qualche modo in quell’inferno. Seppur contro il volere di Hunt l’artiglieria federale del 2 corpo rispose.
Mentre il generale Hunt faceva volutamente tacere 40 cannoni e rispondeva con la restante metà dal Little Round Top e dalla Cemetery Hill che sparavano con un fuoco intermittente.
Mentre il duello delle artiglierie infuriava Meade volle far cessare completamente il fuoco per far credere al nemico che l’artiglieria Unionista fosse ormai ridotta al silenzio, ma Hunt lo anticipò e prima che Meade desse l’ordine fece arretrare tutta l’artiglieria molto più indietro….
I soldati erano pronti c’era l’ordine di risparmiare munizioni e sparare a colpo sicuro.
Il generale Lee decise di attaccare in campo aperto, nonostante fosse stato sconsigliato da Longstreet e le divisioni avanzarono verso le linee nemiche in quella che sarebbe passata alla storia come "La carica di Pickett" perchè la forza d'attacco principale era costituita dalla divisione del generale Pickett con tre brigate veterane,tutte della Virginia,al comando dei generali Lewis Armistead, James Kemper e Richard Garnett
Quando la marea grigia iniziò ad avanzare l’artiglieria che era stata fatta arretrare più indietro venne trascinata avanti e posta in batteria concentrando il fuoco sulla fanteria sudista. Le granate esplodevano aprendo larghi vuoti tra i soldati ma essi continuavano a venire avanti nonostante il volil volume di fuoco fosse raddoppiato. Più si avvicinavano e più gli artiglieri sostituivano le cariche ai pezzi con la mitraglia. I soldati confederati cadevano a grappoli mentre ormai la fanteria dietro il muretto si preparava ad aprire il fuoco con la potenza di seimila fucili. L’effetto della scarica fu terrificante facendò ondeggiare la marea grigia che cmq riprese a venire avanti aprendo il fuoco sugli artiglieri che erano i più esposti. Ma l’artiglieria di Hunt martellava incessantemente quelle divisioni sopratutto con i cannoni posti ai lati prendendole d’infilata. Diversi generali Confederati furono feriti. Dalle linee si potè osservare un generale confederato che ficcando il cappello sulla punta della sciabola incitava gli uomini all’assalto. Era Armistead, il migliore amico di Hancock. Mentre quella marea umana penetrava là dov’era il 71 Pensylvania e mentre il generale Gibbon veniva gravemene ferito un gruppo di confederati arrivò sulla Cemetery Ridge ma venne ricacciato indietro dal 72° Pennsylvania, e gli artiglieri superstiti polverizzando quegli uomini li ricacciarono indietro. Nel frattempo anche Hancock era stato ferito gravemente ma non volle lasciare il campo di battaglia e con una manovra di accerchiamento due reggimenti nordisti furono scagliati contro l’ala sinistra nemica e due sulla destra serrandola in un abbraccio mortale ma alcune brigate sudiste riuscirano a far si che l’aggiramento riuscisse solo a metà. Coperti dalle Brigate i confederati si ritiravano sotto i colpi dell’artilgieria federale lascindo dietro di sè una scia di morti e feriti. I sudisti superstiti si asseragliarono in una linea di fortuna pensando che Meade sferrasse un’attacco ma non lo fece. Nel frattempo anche Stuart era stato sconfitto mentre cercava di colpire alle spalle l’armata del Potomac dalla cavalleria di Gragg tra le quali file si distinse Custer. La battaglia si era conclusa..per tutto il giorno seguente i due eserciti si fronteggiarono ma sul campo di battaglia di Gettysburg tutto era finito. Lee iniziò a ritirarsi sotto la pioggia preceduto da una lunga fila di carri ambulanze.
Le perdite Unioniste a Gettysburg furono 23049,
3155 morti, 14529 feriti, 5635 prigionieri o dispersi.
Le perdite della Confederazione furono 28.000
(3.500 morti, 18.000 feriti, 6.500 catturati/scomparsi in azione)
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Conclusioni: "la storia dimostra che"

La guerra civile non si concluse affatto con la battaglia di Gettysburg e ciò non impedì a Lee di combattere ancora e valorosamente, ma il suo significato resta comunque un punto di svolta. Il generale Lee di fatto da quelle parti non rimise mai più piede e a parte qualche isolata incursione nessuna grande armata confederata potè più invadere il nord. Ecco perchè Gettysburg è ancora oggi il punto più alto raggiunto dalla confederazione e da qui in poi come già nell'ovest avveniva da molto prima di Gettysburg le cose cambiarono sul fronte dell'est. I sudisti persero l'iniziativa, furono nei tempi successivi costretti a inseguire sempre il Generale Grant giunto sul fronte orientale. Altro aspetto dell'importanza della vittoria a Gettysburg per l'unione fu aver salvato la capitale, mai così minacciata. Fu questa deteminanzione in più che fece combattere i nordisti fino all'ultimo.Gettysburg quindi non è solo l'unica momento decisivo per la vittoria dell'unione e della sconfitta della confederazione nella guerra civile americana, ma sicuramente resta nella lista dei vari momenti decisivi del conflitto
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