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INFERNO BIANCO- IL BAULE NELLA PRATERIA - GOLDEN CITY- BOOT HILL

3/7/2010 - battaglie civil war: FORT SUMTER E BULL RUN 1861

APPENA DICHIARATA LA SECESSIONE IL SUD ATTACCA LA GUARNIGIONE FEDERALE DI FORT SUMTER.

E' L'INZIO DELLA GUERRA CIVILE

Le elezioni presidenziali americane del 1860 che videro l'elezione di Abraham Lincoln, assieme ad altre motivazioni minori, causarono la secessione di sette Stati del Sud, guidati dallo Stato del South Carolina, che dettero vita agli Stati Confederati d'America nel febbraio del 1861, prima che Lincoln assumesse ufficialmente il suo incarico. Le forze confederate presero subito il controllo di fortificazioni, dogane ed edifici pubblici e privati situati sui confini con gli Stati dell'Unione in maniera incruenta. Comunque alcuni forti rimasero in possesso dell'Unione come il Forte Monroe vicino Norfolk in Virginia, Forte Pickens in Florida e Forte Sumter (vicino Charleston in South Carolina

 

Sei giorni dopo che il Sud Carolina ebbe attuato la secessione, il maggiore Robert Anderson dell'esercito dell'Unione, abbandonò l'indifendibile Fort Moultrie e trasferì segretamente i suoi 85 uomini e due batterie di artiglieria a Forte Sumter. Anderson era stato nominato al comando della guarnigione di Charleston sin dall'autunno a causa delle tensioni sorgenti. Anderson, che era un pupillo di Winfield Scott, generale dell'US Army, venne ritenuto più capace di gestire una crisi del precedente comandante della guarnigione. Per tutto l'autunno, le autorità del Sud Carolina considerarono la secessione e l'espropriazione nel porto delle proprietà federali, come eventi inevitabili. Appena si intravide la crescita delle tensioni, si provvide ad organizzare difese intorno al porto, creando altre postazioni fortificate oltre a quella già esistenti, in modo da tenere sotto osservazione i movimenti delle truppe avversarie.

 

 

Molti forti furono costruiti nel porto, compresi Forte Sumter e Forte Moultrie. Forte Moultrie era il più vecchio ed era la sede centrale della guarnigione. Essenzialmente era stato disegnato come una piattaforma per la sistemazione di una batteria di cannoni per difendere il porto e le sue difese contro attacchi di terra erano molto carenti. Durante la crisi, i giornali di Charleston fecero rilevare che le dune di sabbia che erano cresciute contro le mura della città costituivano un serio pericolo in quanto potevano facilitarne la scalata. Quando la guarnigione cominciò ad eliminare le dune i giornali ebbero però da obiettare. Fort Sumter, fra le polemiche, dominava l'ingresso del porto di Charleston e si credeva che fosse una delle fortezza più sicure al mondo, una volta che esso fosse stato completato. Nell'autunno del 1860 i lavori erano ormai quasi terminati ma la sua guarnigione era assolutamente insufficiente in rapporto alla struttura del forte. Era comunque molto più importante di Fort Moultrie, e la sua ubicazione era atta a sostenere un assalto via terra per il quale Forte Moultrie era invece molto vulnerabile.

Con la protezione dell'oscurità, il 26 dicembre 1860, Anderson trasferì il suo comando a Forte Sumter. Le autorità confederate considerarono questa operazione un atteggiamento ostile e chiesero che il forte venisse evacuato. Il presidente James Buchanan, ancora in carica in attesa dell'insediamento del suo successore Lincoln, previsto il 4 marzo 1861, rigettò la richiesta e inviò una spedizione di soccorso nel gennaio 1861, ma le batterie spararono contro la nave disarmata che recava i soccorsi, la Star of the West. La batteria che aveva sparato venne occupata dai cadetti della Cittadella militare, che erano gli unici artiglieri addestrati in servizio nel South Carolina.

Durante l'assedio vi fu un dibattito interno fra i secessionisti per stabilire se la cattura del forte fosse una questione dello Stato della Carolina o dovesse invece riguardare il governo confederale, di recente formato a Montgomery Alabama. Il Governatore del South Carolina, Francis W. Pickens, era fra coloro che sostenevano che tutta la proprietà del porto di Charleston fosse passata al Sud Carolina dopo la secessione di quello stato, diventata a tutti gli effetti repubblica indipendente. Questo dibattito venne integrato dalla discussione sulle modalità per venire in possesso di queste proprietà, compreso Fort Sumter. Jefferson Davis, così come la sua controparte a Washington D.C., preferì che la sua parte non fosse considerata quella che aggrediva. Entrambe le parti in causa pensavano che chi avesse attaccato per primo avrebbe perso l'appoggio politico in quegli Stati dove l'elettorato era indeciso. Prima dell'insediamento di Lincoln, cinque Stati avevano votato contro la secessione, compresa la Virginia e Lincoln offrì apertamente di evacuare Fort Sumter se essi avessero garantito la volontà della Virginia.

A marzo, il generale Pierre Gustave Toutant Beauregard prese il comando delle forze del South Carolina. Il 27 febbraio, Davis l'aveva nominato primo comandante delle forze armate della nuova Confederazione, con il compito di prendere il comando dell'assedio. Beauregard fece ripetute richieste di resa alle truppe dell'Unione e fece in modo che ogni rifornimento agli assediati non potesse loro pervenire. Migliorò l'addestramento della milizia confederale per il corretto utilizzo dei nuovi armamenti inviati. Per ironia della sorte Anderson era stato istruttore di artiglieria di Beauregard all'Accademia Militare degli Stati Uniti di West Point; i due erano stati molto vicini e Beauregard era divenuto l'assistente di Anderson dopo aver conseguito il diploma. Entrambe le parti passarono il mese di marzo esercitandosi e migliorando le loro difese nel modo migliore possibile.

Dal 4 aprile, il presidente Lincoln, scoprendo che le scorte nel forte erano molto più scarse di quello che aveva immaginato, decise di inviare un convoglio navale, scortato dalla marina militare americana, nel porto di Charleston. Il 6 aprile 1861, Lincoln notificò al Governatore del South Carolina, Francis W. Pickens: "Un tentativo sarà fatto per inviare solo provviste alimentari alla guarnigione di Fort Sumter. Se tale tentativo non verrà avversato, nessun altro sforzo di inviare uomini o munizioni verrà fatto senza un ulteriore avviso, eccetto che in caso di un attacco al forte".

In risposta, il governo confederato decise, in una riunione a Montgomery, di aprire il fuoco su Fort Sumter nel tentativo di costringerlo alla resa prima dell'arrivo della flotta inviata in soccorso. Solamente il ministro di stato Robert Toombs fu contrario a questa decisione: egli disse, secondo quanto riferito da Jefferson Davis: "l'attacco ci farà perdere ogni amico al Nord. Voi colpirete un nido di calabroni... legioni di essi, ora quieti, sciameranno fuori e ci pungeranno a morte. Non è necessario. Ci mettiamo dalla parte del torto. Sarà fatale".

Il segretario confederato alla guerra telegrafò a Beauregard dicendogli, nel caso il forte fosse stato approvvigionato con la forza: "Lei esigerà subito la sua evacuazione, e se questa verrà rifiutata procederà nella maniera che riterrà più opportuna". Beauregard inviò emissari a Fort Sumter l' 11 aprile con il suo ultimatum, ottenendo un secco rifiuto da parte di Anderson.

 Alle 3:20 del mattino del 12 aprile 1861, i confederati informarono Anderson che avrebbero aperto il fuoco entro un'ora. Alle 4:30 una singola bordata di mortai sparò da Fort Johnson cadendo su Fort Sumter. Questo era l'inizio del bombardamento, fatto da 43 mortai, verso il forte dell'Unione. Edmund Ruffin, un secessionista degno di nota, aveva viaggiato fino a Charleston per essere presente all'inizio della guerra, ed era presente per sparare il primo colpo a Sumter dopo la scarica di avvertimento. Anderson non rispose fino alle 7:00, quando il capitano Abner Doubleday sparò un colpo contro la batteria di Ironclad a Punto Cummings. Ma ben poco Anderson avrebbe potuto fare con i suoi 60 cannoni; egli evitò intenzionalmente di usare quei cannoni che erano ubicati in punti del forte dove avrebbero potuto causare danni ai soldati. Sfortunatamente il suo cannone più potente era posizionato sulla più elevata delle tre file sulle quali erano disposti i pezzi dove i suoi uomini erano più esposti al fuoco del nemico. Il forte era stato progettato per difendersi da un attacco navale e le navi da guerra del tempo non erano armate con cannoni capaci di scavalcare i muri del forte. La guarnigione di Fort Sumter poté sparare soltanto con i cannoni posti al primo livello. Nonostante le forze di Anderson avessero trasferito a Fort Sumter tutte le munizioni presenti a Fort Moultrie, dopo 34 ore di bombardamenti erano pressoché senza munizioni.

Il bombardamento durò tutta la notte fino alla mattina successiva, quando un colpo colpì il quartier generale causò un serio incendio che minacciava di estendersi alla polveriera principale. Un altro colpo troncò il pennone principale del forte. Nel frattempo che gli uomini ripristinarono la bandiera, molte staffette confederate vennero a chiedere se fosse stata ammainata la bandiera in segno di resa. Anderson accettò una tregua alle due di notte del 13 aprile 1861. Vennero decisi i termini della resa e la guarnigione dell'Unione lasciò il forte alle 14:30 del 14 aprile. I soldati furono portati in salvo in territorio dell'Unione dallo squadrone della marina americana il cui arrivo aveva determinato l'inizio delle ostilità. Nessuno, da entrambe le parti, venne ucciso nel corso del bombardamento e soltanto 5 soldati dell'Unione e 4 Confederati vennero feriti seriamente. Durante le salve di 100 cannoni, sparate per salutare la bandiera americana (come da condizione imposta da Anderson per la resa), un colpo cadde su una nave uccidendo un soldato unionista e ferendone altri altri. Questo fu l'unico bilancio di danni alle persone di tutto l'assedio[3]. Il saluto venne fermato a cinquanta colpi. Anderson ammainò la bandiera di Fort Sumter e la portò con lui al nord, dove divenne un simbolo per tutta la nazione.

Il bombardamento di Fort Sumter fu la prima azione militare della guerra civile americana. Anche se non vi furono perdite durante il bombardamento, un artigliere dell'Unione fu ucciso e tre feriti (uno mortalmente), quando un cannone esplose mentre sparava una salva di saluto durante l'evacuazione del forte il 14 aprile, condizione imposta da Anderson per la resa.[4] A seguito della resa, Lincoln radunò la milizia dagli Stati rimanenti per cercare di riconquistare le installazioni perdute. [5] La guerra che seguì durò quattro anni, finendo ad aprile del 1865, con la resa del generale Robert E. Lee. Comunque, il porto di Charleston, rimase ancora per breve tempo in mani confederate.

Il 14 aprile 1865, quattro anni dopo la sua resa, Anderson (nel frattempo divenuto Maggior Generale, sia pure in congedo) innalzò nuovamente la bandiera americana, sulle rovine di Fort Sumter.

conclusioni: "La storia dimostra che"

Leggendo la guerra civile americana nei primi giorni di ostilità, si intravedono già delle spie importanti

che si accendono:

 La determinazione con cui i confederati credono nella secessione è evidente, Ruffin non esita a fare un lungo viaggio pur di essere presente all'assedio del forte,come è evidente quello che fa il magggiore Anderson. Per fare ammainare la bandiera americana chiede una salva di 100 cannonate poi ridotte a 50 per salutare Old Glory che scende dal pennone del forte. Da questi gesti di due singoli, si capisce che la Confederazione faceva sul serio dimenticando però  che anche altri undici milioni di americani avrebbero fatto sul serio perchè molto legati alla nazione. Le parole di Robert Toombs, ministro di stato della confederazione riportate a inizio articolo, furono emblematiche ma nessuno lo ascoltò.

LA BATTAGLIA DI BULL RUN- 21 LUGLIO 1861

Il brigadier generale Irvin McDowell fu nominato dal presidente Abraham Lincoln al comando dell'Armata della Virginia Nord-Orientale. Fu sollecitato ad attaccare dai politici di Washington D.C. che volevano una rapida vittoria per rafforzare la loro posizione. McDowell non voleva attaccare, sapendo che le sue forze erano poco addestrate ma alla fine lo fece.

Il piano di McDowell era quello di impiegare la divisione del brigadier generale Daniel Tyler per simulare un attacco al ponte (Stone Bridge) che scavalcava il corso d'acqua del Bull Run, mentre la brigata del colonnello Thomas A. Davies avrebbe finto di fare altrettanto al guado di Blackburn (Blackburn's Ford). Sotto la copertura di questi due attacchi simulati la manovra principale avrebbe visto l'impiego dei brigadier generale David Hunter e Samuel P. Heintzelman sul lato sinistro dello schieramento confederato (fianco destro dell'Unione). Questo era il piano completo: tuttavia le forze di McDowell erano troppo inesperte per portarlo effettivamente a compimento.

D'altro canto, anche le truppe confederate erano in disordine. Le truppe al comando generale del brigadier generale Pierre Gustave Toutant Beauregard (l'eroe di Fort Sumter), avanzavano piuttosto lentamente, con circa un terzo delle truppe ancora in marcia di avvicinamento dalla vallata dello Shenandoah. Solo una piccola brigata al comando del colonnello Nathan Evans bloccava la strada dell'Armata unionista. Non appena questa unità avesse vacillato, o non fosse stata presente, l'attacco al fianco confederato avrebbe avuto successo. Alla fine questi pochi uomini non furono in grado di tenere le loro posizioni dopo l'attacco dell'armata federale e le unità confederate pertanto arretrarono.

Tuttavia una brigata di soldati della Virginia, comandata dal brigadier generale Thomas Jonathan Jackson, rifiutò di abbandonare il terreno. Il brigadier generale confederato Barnard Bee gridò allora il seguente famoso ordine: «Guardate! C'è Jackson che resiste come un muro di pietra! Radunatevi dietro i Virginiani!». I Confederati eseguirono e la battaglia si risolse in un'umiliante rotta per le forze dell'esercito unionista e in un arretramento disordinato che portò alla fine dei combattimenti. A causa del comando di Bee e della susseguente vittoria, il Generale Jackson diventò noto come "Stonewall Jackson" e la sua brigata come la "Stonewall Brigade".

L'arrivo del Generale Jackson comportò che l'Armata dello Shenandoah, sotto il brigadier generale Joseph E. Johnston, potesse attaccare assieme all'Armata del Potomac. Il fianco destro federale, che era andato in disordine per via dell'attacco bloccatosi, andò in rotta e arretrò. Alla fine della giornata tali unità erano in piena fuga.

L'élite degli abitanti della vicina Washington, attendendosi una facile vittoria unionista, era andata a vedere la battaglia e a fare un picnic. Quando l'Armata unionista arretrò, le strade per tornare a Washington si intasarono a causa dei civili in preda al panico che cercavano di scappare con le loro carrozze. La confusione diventò massima quando un colpo d'artiglieria centrò una carrozza, bloccando la strada principale in direzione nord. Sebbene qualche storico abbia affermato che i Confederati avrebbero avuto la possibilità concreta di vincere l'intera guerra se avessero marciato su Washington approfittando della rotta dell'armata avversaria, essi erano però troppo esausti per tentare d'inseguire il nemico, malgrado un colonnello di cavalleria, J.E.B. Stuart, avesse avuto la possibilità di mettere in quella battaglia in mostra tutto il suo talento. L'ipotesi di una probabile affermazione del Sud cozza inoltre con la constatazione che le forze di McDowell erano ancora sufficientemente forti da difendere la capitale unionista, sicché l'ipotesi (pur fascinosa) non sembra possedere le caratteristiche della credibilità storica.

Conclusioni: "la storia dimostra che"

I nordisti come i confederati non capirono subito che tipo di guerra sarebbe stata e presto nessuno avrebbe avuto più voglia di prendere una carozza e andare a vedere una battaglia come fosse una sfilata. Sia il nord che il sud sbagliarono valutazione con l'avversario, i nordisti pensarono di risolvere tutto in tre mesi, i sudisti pensarono che uno di loro valeva dieci Yankee. Chi pensa di essere  il solo a saper combattere, va incontro a un mare di guai.

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3/7/2010 - corazzate- cannoniere sommergibilI CW PARTE 2

SEGUE DA PARTE 1 IN PROGRESS

L'EQUIPAGGIO DEL MONITOR CHE SALVO' LA MARINA DELL'UNIONE NEL 1862

8 MARZO 1862

L'ariete corazzato sudista Virginia, al comando del capitano di vascello Franklin Buchanan, lascia l'arsenale di Norfolk scortato dalle cannoniere Beaufort e Raleigh. Dopo essersi congiunto con alcune unità provenienti dal fiume James, dirige rapidamente verso la formazione nordista giunta nei giorni precedenti a protezione dello sbarco a Fort Monroe. Il Virginia è derivato dalla pirofregata nordista Merrimack, abbandonata l'anno precedente nell'arsenale di Norfolk, e rappresenta una unità mai vista prima. Infatti ha un ridotto centrale corazzato al cui interno c'è tutto l'armamento. Una volta venuto in contatto con la flotta unionista, Buchanan dirige il tiro del Virginia contro il Cumberland e il Congress. Sebbene sottoposto al fuoco delle unità nordiste il Virginia non soffre alcun danno e, perseguendo nell'azione di distruggere il Cumberland, manovra al fine di speronarlo. La manovra riesce e l'unità cola a picco portando con sé 121 dei 376 uomini dell'equipaggio. L'attenzione del Virginia è ora rivolta al Congress che, nel frattempo si è portato su bassi fondali. Dopo alcune ore di cannoneggiamento anche il Congress viene distrutto. Nell'azione le cannoniere confederate subiscono danni e lo stesso Buchanan viene ferito. Poiché la giornata è finita e la luce scarseggia questo decide di rompere il contatto e andare ad ancorarsi a Sewells Poit. Nel corso dell'azione le altre unità nordiste cercarono di raggiungere il luogo dello scontro ma furono tenute a bada dalle altre unità confederate. In questa fase il Minnesota fu ripetutamente colpito dopo essersi incagliato su un basso fondale. La battaglia di Hampton Roads si era conclusa con la disfatta della U. S. Navy che, oltre al naviglio perso, ha perso anche il controllo dell'importante area.

9 MARZO 1862

In risposta alle disavventure del giorno precedente la U. S. Navy  aveva in serbo una nuova unità. Il monitore corazzato Monitor. Nelle prime ore della giornata le vedette confederate avvistano una strana unità che si dirige in direzione del Minnesota. Anche il Virginia è in rotta per raggiungere l'unità nordista e distruggerla. Le due unità si fronteggiano per circa tre ore cannoneggiandosi. Entrambe subiscono danni e lamentano feriti ma, attorno a mezzogiorno, il Virginia decide di ritirarsi a Norfolk lasciando campo libero al Monitor. Sebbene lo scontro non abbia avuto un vincitore l'azione si conclude con una vittoria strategica dei nordisti che, oltre a salvare le altre unità, hanno impedito ai confederati di conquistare la supremazia e di minacciare l'Armata del Potomac.

6- 7 aprile 1862 battaglia di Shiloh

le cannoniere Tyler e Lexington dal fiume Tennnesse bombardano il fianco confederato

Il generale Grant si riorganizza attacca i sudisti e li sconfigge

8 APRILE 1862

L'Isola N. 10, in mano confederata, viene costretta alla resa dopo che il 4 aprile le cannoniere Carondelet e Pittsburg riescono a forzare gli sbarramenti nemici e a congiungersi con le truppe del generale Pope a New Madrid.

 

18 APRILE 1862 Il capitano di vascello David G. Farragut, al fine di riconquistare New Orleans, oltrepassa la Testa dei Passi e si dispone con i suoi battelli-mortaio in modo tale da colpire i forti Jackson e St. Philip. Le difese confederate della città, oltre che dei forti, si avvalgono di due formazioni navali poste al comando del capitano di fregata Whittle. La prima, al comando del capitano di fregata John K. Mitchell, comprende gli arieti corazzati Manassas, Louisiana (in fase di completamento), Mississippi (in costruzione) e una flottiglia di 12 tra cannoniere e piroscafi armati. La seconda, che fa parte della "Mississippi River Defence Fleet", è formata da 12 cannoniere ricavate dalla conversione di alcuni piroscafi fluviali. La flotta unionista comprende 17 unità (5 tra pirofregate e corvette e 12 cannoniere) e una flottiglia di 21 battelli-mortaio, ottenuti montando un obice da 330 mm su piccole imbarcazioni, agli ordini del capitano di fregata David Porter. Nave ammiraglia di Farragut è l'Hartford. Una volta presa posizione a circa tre miglia a valle dei forti, alle ore 10.00, i battelli-mortaio aprono il fuoco contro Fort Jackson. Il bombardamento prosegue, quasi senza soluzione di continuità, fino al 23 aprile, senza conseguire risultati apprezzabili. Per questo Farragut decide di forzare lo sbarramento dei forti e dei relitti affondati dai confederati. Divide la sua squadra in tre gruppi: il primo, al comando del capitano di vascello T. Bailey, comprende 8 unità, tra cui il Cayuga; il secondo gruppo è guidato dallo stesso Farragut e comprende le unità Hartford, Brooklyn e Richmond; il terzo gruppo, guidato dal capitano di vascello H. H. Bell, è composto da 6 cannoniere. All'alba del 24 aprile avviene lo scontro: il Cayuga penetra per primo nello sbarramento ed in pochi istanti inizia un violento duello tra le artiglierie navali e quelle costiere. Nello scontro intervengono anche il Manassas e le cannoniere confederate Governor Moore e McRae, che causano danni limitati al Mississippi e al Richmond. All'alba del 25 aprile la squadra di Farragut, dopo avere forzato il passaggio dei forti, dà fondo in località Quarantena. Nel corso dell'azione Farragut ha perso la cannoniera Varuna e 33 uomini, oltre a 171 feriti. Per contro la marina confederata, ad eccezione della Louisiana e delle cannoniere Defiance e McRae, ha perso tutto il naviglio, unitamente a 100 uomini e altrettanti feriti. Prima di affondare la Varuna aveva distrutto 6 imbarcazioni sudiste  e continuò a sparare fino a che il mare non coprì il suo scafo.

Gli uomini del generale Butler entrano in New Orleans dopo che le forze navali di Farragut hanno costretto alla resa la guarnigione di Fort Jackson. Nel corso delle azioni per la pesa della città la marina confederata perde il Louisiana e il Mississippi, incendiati entrambi dagli equipaggi prima della resa.

 

 

1862,2 MaggioLa pirocorvetta Brooklyn e tre cannoniere unioniste salpano da New Orleans per risalire il Mississippi ed attaccare Vicksburg, l'ultimo serio ostacolo al controllo del fiume. Nei giorni successivi le unità sono seguite da Farragut, nel frattempo nominato contrammiraglio, a bordo dell'Hartford, e da alcuni piroscafi che trasportano le truppe per l'assalto. La squadra nel suo complesso raggiunge Vicksburg il 12 maggio senza incontrare resistenza dopo avere occupato Baton Rouge e altri centri minori, che si arrendono senza opporre resistenza. Una volta davanti a Vicksburg Farragut si rende conto che le forze confederate hanno rafforzato le proprie postazioni difensive e che le forze di cui dispone non sono sufficienti ad averne ragione. Decide perciò di ritornare a New Orleans, dove giunge il 28 maggio.

 

 

 

16 Maggio 1862 Una formazione navale nordista agli ordini dell'ammiraglio Goldsborough e composta dal Monitor, dalla cannoniera corazzata Galena e dai piroscafi Aroostook, Port Royal e Nangatuck attacca Fort Darling, nei pressi di Drewry's Bluff, e la cannoniera Patrick Henry. L'azione si conclude con il danneggiamento del Galena ed il ripiegamento verso sud delle forze nordiste.

6 giugno 1862Il contrammiraglio Davis, al comando di cinque cannoniere nordiste e di alcuni arieti corazzati, riconquista la città di Memphis con una azione combinata con le forze terrestri. Nel corso dell'attacco l'intera squadra confederata, costituita da otto unità, viene distrutta, con la sola eccezione del Van Dorn che riesce a salvarsi. Nell'abbandonare la città i sudisti incendiano la corazzata Tennessee, in costruzione in uno dei cantieri della città.

la flotta confederata annientata a Menphis

17 giugno 1862Le cannoniere nordiste Mound City, De Kelb, Lexington e Conestoga attaccano alcune batterie confederate a St. Charles, sul White River. Un contingente di truppe, trasportato da piroscafi, riesce a catturare le postazioni avversarie.

 25 Giugno 1862 Dopo i successi di Davis a Nord la squadra di Farragut si trova di nuovo davanti a Vicksburg, che viene sottoposta a bombardamento a partire dal giorno successivo. Il potente dispositivo difensivo messo in piedi dai confederati impedisce alle truppe trasportate da Farragut di prendere terra. Per questo il 28 decide di oltrepassare le difese confederate, così da congiungersi alle forze di Davis. Senza aspettare l'offensiva generale, il ministro della confederazione Mallory ordina che la corazzata Arkansas, in costruzione presso un cantiere sul fiume Yazoo, fosse messa in condizione di combattere. A metà luglio la nave è pronta e subito ingaggia un combattimento con due cannoniere ed un ariete corazzato nordisti che erano risaliti lungo il corso dello Yazoo. L'Arkansas riesce a danneggiare la Carondelet e, nell'inseguire le altre unità nordiste, qualche ora dopo, in corrispondenza della confluenza tra lo Yazoo e il Mississippi, si trova di fronte l'intera squadra di Farragut, costituita da quattro pirofregate, nove cannoniere e altre unità minori. Nello scontro che ne segue l'Arkansas riesce a tenere testa alla formazione nordista, danneggia almeno tre cannoniere ed alla fine dello scontro entra a Vicksburg festeggiata dalla popolazione. Dopo lo scontro Farragut decide di ricongiungersi a sud della città con la Brooklyn, alcune cannoniere ed i battelli mortaio, così da attaccare in forze l'Arkansas. Dopo circa una settimana di cannoneggiamenti in cui la corazzata confederata tiene testa alle forze nemiche, che subiscono ulteriori danni, la cannoniera Essex e l'ariete Queen of the West affrontano l'unità. Lo scontro avviene il 22 luglio senza successo per le forze unioniste perché l'Arkansas, nel dimostrare la sua superiorità, infligge ulteriori danni e perdite tra gli equipaggi unionisti.

Salpa dal porto britannico di Birkenhead, al comando di Raphael Semmes, l'incrociatore Alabama, acquistato dalla C. S. Navy. Nel corso della sua vita operativa, svolta nell'Atlantico Centrale e nel Golfo del Messico, riesce ad affondare 69 unità avversarie. (mercantili)

 

 

1862, 6 Agosto Nel corso di una azione in appoggio alle truppe terrestri la corazzata confederata Arkansas è costretta ad arenarsi a seguito di una grave avaria all'apparato motore. La cannoniera nordista Essex approfitta della situazione per distruggerla.

 

 

12 Dicembre 1862 La cannoniera nordista Cairo affonda per urto contro una mina.

 

 

 

11 gennaio 1863 L'incrociatore confederato Alabama affonda l'incrociatore ausiliario nordista Hatteras.

31 gennaio 1863

Le corazzate confederate Chicora e Palmetto State attaccano la squadra di blocco dell'Atlantico, al comando del contrammiraglio Du Pont, al largo della città di Charleston, principale porto di approdo dei violatori di blocco. Nel corso dell'azione le due corazzate hanno la meglio sulle unità nordiste e riescono a danneggiare i piroscafi Mercedita e Keystone State

1863, 2 Febbraio L'ariete nordista Queen of the West affonda il piroscafo confederato City of Vicksburg.

 

La Queen of the west affonda la Vicksburg

Circa dieci giorni dopo il Queen of the West viene catturato dai sudisti che, il 24 febbraio, riescono ad impadronirsi anche della cannoniera corazzata Indianola.

 

 

 

1864, 15 Ottobre Con l'intento di conquistare la città di Vicksburg i nordisti attaccano sia dal fronte terrestre che navale. Il contrammiraglio Porter, al comando di 10 unità, tra cui due arieti e due grosse cannoniere corazzate, inizia a bombardare Fort Pemberton. Il bombardamento dura fino al 16 marzo ma, a seguito dei danni subiti a causa della reazione avversaria, è costretto a ritirarsi. E' il terzo tentativo di conquistare Vicksburg che fallisce.

 

 

1863,15 Marzo Una squadra nordista costituita da cinque cannonere corazzate e quattro battelli-mortaio, al comando di Porter, inizia la discesa del Deer Creek per portare un attacco tra Vicksburg e Port Hudson. Il 19 la squadra si viene a trovare circondata dalle batterie avversarie e, nell'impossibilità di manovrare nello stretto corso d'acqua, grazie al soccorso prestato dalle truppe del generale Sherman, riesce a disimpegnarsi risalendo il Deer Creek a marcia indietro. Nell'ambito dello stesso attacco il contrammiraglio Farragut il giorno 14 riesce a oltrepassare le fortificazioni di Fort Hudson con l'Hartford e la cannoniera Albatros, che fanno parte di una squadra composta da altre tre pirocorvette e due cannoniere d'altura. Il giorno 20 le unità di Farragut si incontrano con due arieti della squadra di Porter. Tutte le unità nordiste sono bersagliate dal fuoco delle batterie confederate di Grand Gulf. Farragut prende atto dell'impossibilità di avere ragione delle difese confederate e si disimpegna ritornando verso sud, andando ad ancorarsi alla confluenza tra il Mississippi ed il Red River.

1863,7 Aprile La squadra di blocco di Du Pont, rinforzata con i monitori corazzati Passaic, Weekhaven, Montauk, Papapsco, Catskill, Nahant, Nantucket e con le due grandi unità d'altura Keokuk e New Ironsides forzano la rada di Charleston. La reazione delle artiglierie confederate, soprattutto quelle di Fort Moultrie, costringe Du Pont a ritirarsi, lasciando sul teatro dello scontro il Keokuk che affonda. Qualche giorno dopo arriva da Washington la decisione di sostituire Du Pont con il contrammiraglio Dahlgren.

 

 

 

1863,16 Aprile La presa di Vicksburg è diventata imperativa. Il generale Grant pianifica perciò un'operazione congiunta marina - esercito. Il Mississippi Squadron di Porter, costituito da 10 cannoniere corazzate, tre piroscafi e altro naviglio minore, ha il compito, per una parte, di forzare da nord le difese di Vicksburg, mentre per l'altra di stazionare a monte della città. Nel corso della notte le difese confederate si avvedono del tentativo di forzamento e con la loro violenta reazione provocano l'affondamento di un piroscafo ed il danneggiamento delle altre unità. Nonostante tutto Porter riesce a oltrepassare le postazioni confederate ed il 29 attacca le fortificazioni di Grand Gulf. Tre ore di intenso fuoco di artiglieria obbligano Porter a ritirarsi. Nonostante l'insuccesso della squadra l'azione combinata delle truppe di Grant e Sherman, che si ricongiungono il 19 maggio, obbliga l'intera Armata confederata del Mississippi a rifugiarsi all'interno delle fortificazioni di Vicksburg. Nel corso delle azioni navali condotte per la presa della città la marina nordista mette in campo per la prima volta gli arieti corazzati Lancaster e Switzerland, al comando di Porter, e le pirofregate Mississippi e Monongahela, agli ordini di Farragut.

 

 

 

1863,22 Maggio Il generale Grant, dopo un tentativo fallito, sferra un attacco alle difese di Vicksburg appoggiato dalle unità del contrammiraglio Porter. Anche questa volta il tentativo fallisce. Le forze confederate nel corso dell'azione riescono a danneggiare gravemente la cannoniera Tuscumbia e ad affondare, cinque giorni più tardi, la cannoniera Cincinnati. Ma Vicksburg cadrà  il 4 luglio insieme a Port Hudson, attaccato dalle truppe del generale Banks e dalle unità del contrammiraglio Farragut. Con la caduta delle due piazzeforti i nordisti controllano il corso del Mississippi dal Kentucky al Golfo del Messico. Il Mississippi Squadron viene dislocato lungo il corso del fiume da Cairo fino al Red River e sulle altre vie d'acqua settentrionali. Le forze navali al comando di Farragut si occupano del controllo sul basso corso del fiume. Una importante aliquota di naviglio viene dedicata al blocco delle coste confederate nel Golfo del Messico.

 

 

1863,18 Luglio La flotta nordista agli ordini di Dahlgren inizia il bombardamento di Fort Wagner con l'intento di fare attestare le truppe del generale Gillmore sul lato meridionale della rada di Charleston. La reazione delle forze confederate costringe i nordisti alla ritirata.

 

 

 

1863,17 AgostoInizia il bombardamento nordista contro Fort Sumter e la città di Charleston che si protrarrà fino al  22 settembre. Contemporaneamente la New Ironsides cannoneggia Fort Wagner. I confederati sono costretti ad evacuare quest'ultima posizione fortificata e Morris Island. Fort Sumter per contro riesce a ricacciare indietro le unità di Dahlgren. Dopo una breve pausa, in cui i contendenti provvedono al rafforzamento delle proprie batterie, il bombardamento nordista riprende il 22 ottobre per terminare il 6 dicembre. Fort Sumter è ridotto ad un ammasso di macerie ma, ancora una volta, le truppe confederate rifiutano di arrendersi.

 

 

 

 

1863, 5 Ottobre La guerra navale si arricchisce di una nuova arma. Debutta sulla scena il David, una silurante sommergibile. Al comando del tenente di vascello W. T. Glassell attacca la corazzata nordista New Ironsides, alla fonda davanti a Fort Sumter. Il David è dotato di un siluro sistemato su un'asta prodiera, che esplode poco al disotto della linea di galleggiamento. L'unità nordista è danneggiata gravemente mentre l'esplosione investe il David. Glassell, sbalzato in acqua, riesce a salvarsi mentre gli altri due uomini di equipaggio riescono a riprendere il controllo del battello e a riportarlo nel porto di Charleston.

 

1863,25 Dicembre La Squadra dell'Atlantico meridionale del contrammiraglio Dahlgren attacca le batterie confederate a Stono River. L'attacco si conclude con l'occupazione delle postazioni sudiste

1864,17 FebbraioIl sommergibile confederato H. L. Hunley, al comando del tenente di vascello G. Dixon, attacca e affonda a Charleston la pirofregata unionista Housatonic. Dixon e i suoi uomini periscono nell'azione. E' il primo successo di un battello subacqueo contro una unità di superficie.

 

 

 

 

L'affondanamento del'Houstonic

1864,12 Marzo Le unità del Mississippi Squadron al comando del contrammiraglio Porter, con insegna sul Blackhawk, forte di 20 cannoniere di varie dimensioni, risalgono il fiume Red River con l'intento di dare man forte alle truppe del generale Banks, impegnate nel tentativo di conquistare la Louisiana. Nonostante il contributo della U. S. Navy la spedizione di Banks si risolve in un fallimento, a causa della reazione avversaria che aveva eretto una serie di fortificazioni lungo il corso del fiume.

 

 

 1864,19 GiugnoIl Kearsage nordista affonda al largo di Cherbourg, dopo un rapido e violento scontro a fuoco, il corsaro confederato Alabama. Il comandante di questo, Semmes, riesce a salvarsi e a rientrare nella Confederazione. L'Alabama è il più famoso corsaro confederato, avendo catturato o distrutto ben 69 mercantili avversari.

 

 

Il Kearsage affonda l'Alabama

1864,5 Agosto La flotta nordista al comando di Farragut, formata da 14 cannoniere e pirofregate e dai quattro monitori corazzati Tecumseh, Winnebago, Manhattan e Chickasaw attacca all'alba le difese della Baia di Mobile con le truppe terrestri impegnate a dare l'assalto a Fort Gaines. Il sopraggiungere delle unità confederate da luogo ad un violento scontro a fuoco nel corso del quale il monitore Tecumseh affonda per urto contro una mina galleggiante. Nonostante la confusione Farragut riesce a superare gli sbarramenti di Fort Morgan e con tre monitori ad attaccare il Tennessee. Questo, dopo avere incassato una serie di colpi al timone, è costretto alla resa. Neutralizzate le unità confederate, la squadra nordista dirige la sua azione contro le fortificazioni della baia. Fort Powell viene evacuato il giorno stesso. Fort Gaines capitola tre giorni dopo. Fort Morgan si arrende il 22. La U. S. Navy è padrona della Baia di Mobile. Della squadra confederata solo la cannoniera Morgan riesce a raggiungere Mobile, mentre la corazzata Nashville viene affondata in modo da impedire l'accesso alla città alle unità nordiste.

 

la fine della Tennesse colpita dal monitor Cickashaw

 

 

1864, 4 Ottobre La pirocorvetta confederata Florida viene catturata dalla pirocorvetta unionista Wachusett e rimorchiata a Newport News.

1864, 13 Dicembre La squadra di Dahlgren risale nel corso della notte il fiume Ogeeche e si ricongiunge alle forze del generale Sherman che da terra avevano attaccato l'ultimo presidio confederato a difesa della città di Savannah.

 

1865, 13 Gennaio La squadra del contrammiraglio Porter, in cooperazione con le truppe del generale Ord, assalta la 1865, piazzaforte confederata di Fort Fisher. Le unità della squadra si dispongono su tre linee d'attacco con i trasporti truppe in posizione defilata. Nonostante i campi minati e le ostruzioni galleggianti, gli 8000 uomini della forza d'assalto riescono a prendere terra e ad avere ragione delle difese confederate dopo due giorni di aspri combattimenti. Lo stesso giorno la flotta confederata posta a difesa di Richmond, agli ordini del commodoro J. K. Mitchell, costituita dal Virginia 2°, dal Fredericksburg e dal Richmond, si scontra sul fiume James, a valle di City Point, con una formazione nordista composta dal monitore Onandoga e da tre siluranti. Lo scontro si risolve con un nulla di fatto; il naviglio nordista che non riesce a forzare il passaggio, quello confederato che riesce a ritornare a Richmond indenne.

1865, 11 Febbraio Una formazione navale guidata dal contrammiraglio Dahlgren inizia l'attacco alla piazzaforte confederata di Charleston. La città, presa d'assalto contemporaneamente da diversi distaccamenti navali e terrestri, soccombe il 17 successivo. Il 18 Dahlgren entra nella baia con la nave a

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