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INFERNO BIANCO- IL BAULE NELLA PRATERIA - GOLDEN CITY- BOOT HILL

5/7/2010 - ALTRI GRANDI PERSONAGGI DELLA CIVIL WAR

 

Generale Thomas

"La roccia di Chickamauga"

a cura di Stefano Jacurti

E’ il giorno di un’amara sconfitta quel 20 Settembre 1863 che vede l’esercito nordista ormai in rotta. Non ci sono più generali sul campo di battaglia. Un combattimento sanguinosissimo è appena avvenuto nei pressi del fiume che i nativi chiamano Chikamauga “il fiume della morte”.
Tutta l’armata del Cumberland di Rosecrans si sta ritirando sotto la pressione delle forze confederate, con il fortissimo rischio di venire completamente annientata dai sudisti ormai all’offensiva su tutto il fronte. Improvvisamente ecco spuntare un ufficiale dall’aspetto robusto e tarchiato che fa schierare i suoi uomini a Horseshoe Ridge e sulla Snodgrass Hill, restando da solo a tenere la posizione, quasi impossibile, contro le forze di Braxton Bragg. Si chiama George Henry Thomas, l’uomo che da quel giorno sarebbe diventato per tutti “La roccia di Chickamauga”.
George H. Thomas si formò militarmente a West Point, dove si diplomò nel 1840. Nel 1841 partecipò alle Guerra messicana meritandosi due decorazioni. Le motivazioni delle onorificenze, che riguardavano il comportamento tenuto nella battaglia di Buena Vista, tradotte letteralmente dicevano: “artigliere che tiene l’angolo”… un segno premonitore del destino. Negli anni precedenti la guerra civile alternò periodi come professore a West Point e studi di botanica e zoologia, con viaggi in quasi tutto il paese, dalla Florida all’Arizona dove stilò un mini dizionario sui nativi del luogo.
Una foto di G. H. Thomas
Ferito al torace da una freccia Comanche il 26 Agosto 1860, iniziò a studiare la tattica indiana. Durante il conflitto si rivelò come uno dei più attivi nell’applicazione delle forze combinate. Era un valido combattente ma anche un acuto innovatore. Suggerì la composizione di treni ospedale in modo che i feriti potessero essere curati in luoghi sicuri delle retrovie e non nelle solite macellerie presenti sui campi di battaglia. Assunse al fronte il primo medico donna che, nella storia, avesse mai messo piede in prima linea: Mary Walker.
Al servizio sanitario in guerra Thomas dedicò sempre una particolare attenzione, tanto che i suoi reparti, seppur sul finire del conflitto, furono i primi a sperimentare ed usare il cloroformio per alleviare le sofferenze dei feriti. Instaurò uno dei migliori servizi segreti della guerra civile ed i suoi uomini, grazie ad una fitta rete di informatori, catturarono il presidente della Confederazione Jefferson Davis in fuga. Thomas si mise in luce nella battaglia di Mill Springs, nel 1862, dove sconfisse i generali confederati George B. Crittenden e Felix Zollicoffer, segnando il suo primo successo. Combattè successivamente nel terribile inferno di Stone River bloccando l’attacco di Bragg al centro. Molti ufficiali, per la sua assoluta affidabilità, per l’irruenza ragionata negli assalti e per il modo di fortificarsi, dicevano che Thomas combatteva come un antico romano.
Nel 1863 è a Chikamauga. Tutti i generali si stanno ritirando sotto la pressione di Longstreet. Thomas ha solo 25.000 uomini da opporre agli oltre 60.000 confederati. Ugualmente deciso a resistere, schiera i suoi uomini frapponendoli tra l’armata del Cumberland, che nel panico e in rotta si rifugia nella città di Chattanooga, e le truppe di Longstreet lanciate all’assalto. Qui Thomas dà il meglio di sé, resistendo per ore con fermezza, alzando una diga umana insormontabile. Longstreet prova in più riprese a passare lo sbarramento, lanciando assalti dietro assalti ma non c’è nulla da fare. Così, per tutti, Thomas diventa la “Roccia di Chickamagua”, un appellativo che lo seguirà per tutta la vita.

Nel proseguimento del conflitto Thomas combatte a Chattannoga e, quando Grant dà l’ordine di attaccare, i suoi reparti sono tra i primi a piombare sulle linee difensive confederate alla Missionary Ridge.
Deve poi vedersela con Hood, che respinge duramente, nella battaglia di Peach Tree Creek. A Nashville, Thomas invia sul fianco destro di Hood la cavalleria di Wilson che fa a pezzi l’esercito confederato nonostante Hood dimostri tutto il suo valore.
Negli ultimi mesi di guerra si adopera per gettare le basi della futura ricostruzione del sud diventando comandante in capo di tutto il settore. Thomas ebbe un ruolo importantissimo in tutte le campagne dell’esercito del Cumberland, i suoi reparti presi singolarmente non hanno mai perduto uno scontro in tutta la guerra civile, un record che ancora oggi è riportato da tutti gli storici della guerra fratricida.
Il destino non fu magnanimo con quest’uomo che, sopravvissuto ai campi di battaglia, si spense improvvisamente a San Francisco per un infarto il 28 marzo 1870, a soli 54 anni. Un giorno, mentre stava inaugurando il cimitero militare di Chattanooga, gli venne chiesto se i caduti dovevano essere sepolti divisi secondo lo stato di provenienza. La sua risposta fu:

“Sono stanco dei diritti degli Stati, mettete gli americani tutti insieme.”

 

 GENERALE LONGSTREET

"VECCHIO CAVALLO DA GUERRA"

 IL BRACCIO DESTRO DEL GENERALE LEE, UNO DEI PIU' AFFIDABILI E LUNGIMIRANTI

COMANDANTI CONFEDERATI. (

Longstreet  fu grandemente stimato come ufficiale e gli fu immediatamente attribuita la nomina a brigadier generale dell'esercito confederato. Combatté bene nella prima Bull Run e fu promosso maggior generale. La sua carriera decollò nell'estate del 1862 allorché il generale Robert E. Lee assunse il comando dell'Armata della Virginia Settentrionale. Durante le battaglie dei Sette Giorni,  ebbe il comando operativo di quasi la metà dell'Armata di Lee.

In quanto generale, mostrò un gran talento nel combattimento difensivo, preferendo collocare le proprie truppe in una forte posizione difensiva, costringendo il nemico ad attaccarlo. Una volta che il nemico fosse stato logorato, allora e solo allora Longstreet prendeva in considerazione di attaccarlo a sua volta. Di fatto le truppe sotto il suo comando non persero mai una posizione difensiva durante la guerra. Lee si riferiva affettuosamente a Longstreet come al suo «Vecchio cavallo di battaglia». (Gli amici in genere lo chiamavano «Pete»). Il suo successo come tattico offensivo fu tuttavia incostante ed egli spesso dissentì con l'altamente aggressivo Lee circa le tattiche più opportune da impiegare in battaglia.

Ironicamente, uno dei momenti più soddisfacenti si ebbe nell'agosto del 1862, quando comandò l'ala destra (in seguito nota come Primo Corpo) nella seconda battaglia di Bull Run. Qui egli e il comandante del Primo Corpo confederato, il maggior generale Stonewall Jackson, si scambiarono i loro ruoli teorici, con Jackson che combatté in modo difensivo sulla sinistra confederata e Longstreet che condusse un devastante attacco di fianco sul lato destro, riuscendo ad infrangere le difese della soverchiante Armata della Virginia unionista. Il mese successivo, ad Antietam, Longstreet partecipò all'azione confederata contro le forze dell'Unione che erano forti il doppio. Il 9 ottobre, poche settimana dopo Antietam, fu promosso tenente generale, diventando l'ufficiale confederato più anziano con tale grado.

Rafforzò la sua reputazione quello stesso dicembre, quando il suo Primo Corpo giocò un ruolo decisivo nella battaglia di Fredericksburg, dove Longstreet posizionò i suoi uomini dietro un muretto di pietra sulle Marye's Heights e resistette a quattordici assalti unionisti. Circa 10.000 soldati federali caddero a fronte agli appena 500 di Longstreet.

Nell'inverno e nella prima primavera del 1863, Longstreet imbottigliò le forze nordiste nella città di Suffolk, Virginia, un'operazione minore ma una delle più importanti dell'Armata di Lee, ancora bloccata in devastanti azioni belliche nella Virginia centrale. Col condurre l'assedio di Suffolk, Longstreet portò le autorità confederate a impadronirsi di un'immensa quantità di rifornimenti che erano stati sotto il controllo unionista. Tuttavia questa operazione impegnò Longstreet e i 15.000 uomini del Primo Corpo che non furono presenti alla battaglia di Chancellorsville a maggio.

Longstreet si riunì all'Armata di Lee dopo Chancellorsville e prese parte alla Campagna di Lee a Gettysburg, dove entrò in contrasto con Lee circa le tattiche che questi aveva adottato. Questa campagna marcò un fondamentale cambiamento circa il modo con cui Longstreet era impiegato da Lee. In passato, Lee aveva preferito usare Longstreet per ruoli difensivi, che erano il suo forte, e aveva usato Jackson e il Secondo Corpo per condurre i suoi attacchi. Jackson però fu mortalmente ferito a Chancellorsville e Lee volle da quel momento che svolgesse il ruolo che era stato proprio di Jackson.

Durante la battaglia di Gettysburg Longstreet attuò un disimpegno dal nemico dopo il primo giorno di battaglia, organizzando un movimento strategico di fianco per collocarsi sulle linee di comunicazione unioniste, sfidando l'Unione perché lo attaccasse. Pensava che Lee fosse d'accordo, prima della Campagna che questa «offensiva strategica, tatticamente difensiva» fosse quella più adeguata. Ma Lee aveva progettato un'offensiva tattica, temendo forse che un ridispiegamento, come suggerito da Longstreet, avrebbe prodotto la demoralizzazione nei ranghi delle truppe. Il 2 luglio, il secondo giorno della battaglia, l'assalto di Longstreet sul fianco sinistro dell'Unione fu a un passo dall'avere successo, ma a costi notevoli. Il 3 luglio, quando Lee ordinò a Longstreet, contrariamente ai desideri di questi, di attaccare il centro dell'Unione, in quella che divenne nota come la «Carica di Pickett», i Confederati persero 7.000 uomini in un'ora. Lee si rimproverò della disfatta di Gettysburg, ma qualcuno, come il generale Jubal Early e gli avvocati della «Causa Perduta», insistettero sul fatto che l'esitazione di Longstreet a mettere in atto il piano di Lee era stata la causa della sconfitta.

Lee in seguito spedì Longstreet in Tennessee quell'autunno, in risposta alla disperata richiesta d'aiuto dell'Armata Confederata del Tennessee. Ciò comportò che Longstreet e i 14.000 veterani del suo Primo Corpo prendessero parte alla battaglia di Chickamauga nel settentrione della Georgia quel settembre. Longstreet guidò un attacco dei suoi uomini e di alcune parti dell'Armata del Tennessee che misero in rotta l'Armata del Cumberland unionista e conseguì la maggior (e unica di un grosso rilievo) vittoria confederata sul fronte occidentale.

Longstreet entrò subito in contrasto con l'assai più maligno comandante dell'Armata del Tennessee, il generale Braxton Bragg, quando Bragg non riuscì a capitalizzare la vittoria con la distruzione dell'Armata unionista e a riconquistare la città di Chattanooga, Tennessee. Longstreet divenne il leader di un gruppo di ufficiali superiori dell'esercito che cospirarono perché Bragg fosse rimosso. La situazione diventò tanto grave che Jefferson Davis, Presidente della Confederazione, fu costretto a intercedere di persona. Ciò che seguì fu una delle più bizzarre scene della guerra, con Bragg seduto e rosso in faccia che assisteva a una processione di suoi comandanti che lo dichiaravano incompetente. Davis seduto accanto al suo vecchio amico e che non faceva nulla per risolvere il conflitto. Bragg non solo restò al comando ma inviò Longstreet e i suoi uomini verso la disastrosa Campagna all'interno del Tennessee orientale, dove in dicembre essi furono sconfitti in un tentativo di riconquista della città di Knoxville. Dopo che Bragg fu respinto in Georgia, Longstreet e i suoi uomini tornarono da Lee.

Longstreet aiutò a salvare l'Esercito confederato dalla disfatta nella sua prima battaglia condotta dopo il suo rientro agli ordini di Lee, la battaglia del Wilderness nel maggio 1864, quando egli lanciò un potente attacco di fianco contro il II Corpo unionista, quasi distruggendolo. Ma fu ferito nell'azione — accidentalmente colpito dai suoi propri uomini a meno di un miglio dal posto in cui Jackson era andato incontro al suo destino l'anno prima — e fu assente per il resto della campagna primaverile del 1864, in cui Lee fallì nettamente il suo obiettivo nel condurre il proprio esercito. Raggiunse Lee dall'ottobre del 1864 al marzo del 1865, durante l'assedio di Petersburg, comandando le difese di fronte la capitale Richmond. Si arrese con Lee ad Appomattox Court House il 9 aprile 1865.

Dopo la guerra, Longstreet rinnovò la sua amicizia col suo vecchio amico, marito di sua cugina, e avversario, il tenente generale e futuro Presidente degli Stati Uniti Ulysses S. Grant, e diventò il solo ufficiale superiore confederato a diventare uno scalawag (lett. "mascalzone", termine usato per indicare i Sudisti favorevoli a una riappacificazione con i vincitori) e a raggiungere le file del Partito Repubblicano. Per questo egli perse il favore di molti uomini del Sud e tuttavia ebbe una seconda carriera di successo. Si convertì anche al cattolicesimo quando si sposò con la seconda moglie, il che lo rese ulteriormente impopolare nel Sud, a larga prevalenza protestante. Il Presidente Rutherford B. Hayes nominò Longstreet come suo ambasciatore nell'Impero Ottomano, quindi servì dal 1897 al 1904, sotto il Presidente William McKinley e Theodore Roosevelt, come Commissario federale delle Ferrovie.

Nell'ultima parte della sua vita, dopo aver aver sopportato per decenni critiche sul suo operato in guerra da parte di altri Confederati, respinse la maggior parte di queste argomentazioni in un suo memoriale chiamato Da Manassas ad Appomattox. Sopravvisse alla gran parte dei suoi detrattori e morì a Gainesville, Georgia, dove è sepolto nel Cimitero Alta Vista. È uno dei pochi ufficiali della guerra di secessione che sia vissuto nel XX secolo

GENERALE SHERMAN

AL FIANCO DI GRANT

E LA MARCIA VERSO IL MARE

a cura  di Stefano Jacurti:

II presidente della Confederazione Jefferson Davis durante l'avanzata di Sherman:

"Presto  si troverà come Napoleone in Russia..."

Mai frase fu più infelice come quella di Davis che un pò per risollevare il morale della gente, un pò come speranza, pronunciò queste parole  che si sciolsero come burro al sole.

Il Generale  con il volto da pazzo, quello che i sudisti chiamavano il Nerone americano, fu però un grande generale, a volte dai risultati alterni, ma sicuramente la miglior spalla per il generale Grant per due anni di combattimenti in comune. Fu proprio Sherman a sostituire Grant all'ovest quando quest'ultimo saltò sul fronte dell'est per impegnarsi in uno scontro tra titani cone il generale Lee.

La  marcia verso il mare di Sherman fu  un capolavoro di strategia accompagnata però da alcuni buchi neri:

alcuni reparti di Sherman si diedero al saccheggio nelle piantagioni, forse questo è il rancore dei sudisti a livello storico.

Così andando avanti negli eventi il percorso di Sherman proseguì

Il generale Johnston  durante la campagna di Atlanta comprese che  il modo migliore o meno indolore, era quello di comportarsi da vecchia volpe per ritardare l'azione dei nordisti non pensò di attaccarlo frontalmente come del resto fece anche lo stesso Sherman tranne una volta a Kennesaw Mountain.

Successivamente Johnston fu sostuito da Hood che invece attaccò Sherman frontalmente  con risultati disastrosi, ma il generale Hood non era nuovo a questi esiti negativi, spesso privo di fantasia durante la civil war non fece molto di più che andare all'assalto ciecamente, molto coraggio ma risultati pochi come del resto fu Burnside tra gli Unionisti.

Ma il generale Sherman fu per Grant quello che Longstreet fu per Lee e non va dimenticato come Grant avendo praticamente soffiato il posto ad altri generali tromboni portando risultati che inchiodavano i detrattori alla realtà,

(anche Longstreet ebbe i suoi detrattrori al sud ma  la storia ha sancito come abbiano avuto torto)

 per questo si era fatto dei nemici e Sherman non tradì mai Grant, anche quando gli proposero di sostiuirlo.

Grant e Sherman  a cui vanno aggiunti anche Sheridan e Thomas, rilanciarono sul tavolo della guerra civile americana un poker decisivo nella lotta contro i confederati.  Ma la guerra non è una partita a carte e nemmeno una splendida avventura e il percorso di questo conflitto sarebbe stato lungo e doloroso per entrambi i contendenti.

Le caratterische di Sherman hanno lasciato qualcosa nell'immaginario collettivo.

Una delle sequoie più alte del mondo si chiama generale Sherman, un carro armato della seconda guerra mondiale si chiama Sherman e tristemente note sono le sue marce a terra bruciata dietro le spalle della sua armata che però contribuirono alla rielezione di Lincoln insidiato da Macllean che cercava di riprendersi la rivincita a livello politco, visto che  era stato e giustamente, esautorato da Lincoln stesso.

Come generale MaCclennan non riuscì mai a combinare nulla di buono nei confronti del generale Lee e proprio per questo dopo una serie di vicende, si arrivò a chiamare Grant sul fronte dell'est. In questo contesto di cambiamento militare c'entra anche Sherman, che di Grant fu sempre una grande sicurezza e a lui passò il comando del settore ovest del conflitto, mentre Grant divenne comandante di tutte le forze dell'Unione.

Oggi, con il senno del poi si comprende che queste scelte andavano operate molto prima ma i "se" contano poco. Sicuramente il merito di Lincoln fu quello di non essere complice dei dettratori perdenti  e  i fatti storici hanno dimostrato che  il presidente ebbe ragione a dare fiducia a Grant, come Grant ha avuto ragione a dare fiducia a Sherman)

Ma torniamo al generale Sherman, il carro armato della civil war.

"La guerra è crudeltà e non si può ingentilirla e coloro che hanno portato la guerra nella nostra nazione meritano tutti gli anatemi e le maledizioni che si possano lanciare ... Voi non potrete mai avere la pace e contemporaneamente  una divisione della nostra nazione... io condurrò la guerra in modo da ottenere una completa e veloce vittoria."

 e così fece anche se c'è da evidenziare la diviisione degli storici sul l'incendio del centro della città di Columbia.

Alcuni affermano che fu una vendetta, altri dicono che fu accidentale, alri ancora dicono che l'incendio fu appiccato dai confederati in ritirata. Ce' sicuramente in tre ipotesi diverse, qualcosa di poco chiaro e quando è così chi scrive evita di lanciarsi in affermazioni nette riguardo a questo episodio riportando semplicemente le tre correnti.

in breve,  Sherman   resistette egregiamente a Shiloh  nel 62 nel primo giorno di battaglia, si mise in luce il secondo giorno di battaglia dove fu ferito due volte, fu sconfitto nella  battaglia di Chickasaw Bluffs agli inzi della campagna di Vicksburg,  riuscì a conquistare velocemente l'obiettivo prefissato, la collina di Billy Goat, a Chattanooga ma fu respinto dopo dai sudisti di Clayburne, invase la Georgia con tre armate, l'esercito di Cumberland, forte di 60.000 uomini sotto il comando di George Henry Thomas; l'esercito del Tennessee con James B. McPherson a capo di 25.000 uomini e l'esercito dell'Ohio, formato da 13.000 soldati comandati da John M. Schofield poi  condusse una lunga campagna di scaramucce, attraverso il terreno montuoso, contro l'esercito Confederato del Tennessee comandato dal Generale Joseph E. Johnston, tentando un assalto diretto contro Johnston solo nella disastrosa battaglia di Kennesaw Mountain ma vinse battaglie importanti  che preceddettero o seguirono la presa di Atlanta il 2 settembre 1864, vedi Marietta,  Peach tree Creek, la stessa battaglia di Atlanta, Jonesborough

Dopo Atlanta, Sherman tagliò le linee di rifornimento di Hood e inviò le truppe di George Thomas per sconfiggerlo nella campagna di Franklin-Nashville. Nel frattempo Sherman marciò con 62.000 uomini verso il porto di Savannah. Alla fine di questa campagna, conosciuta come la Marcia verso il mare di Sherman, il 22 dicembre le sue truppe conquistarono Savannah e lui telegrafò a Lincoln, offrendogli la città come regalo di Natale.

Il suo esercito, quindi, avanzò a nord, attraverso il Sud Carolina, incontrando una scarsa opposizione da parte delle truppe di Joseph E. Johnston. Il 17 febbraio 1865  conquistò Columbia, la capitale del Sud Carolina,continuò a marciare attraverso il Nord Carolina e sconfisse l'esercito diJohnston nella battaglia di Bentonville.Il 26 aprile 1865 il generale Johston si arrese alla truppe di Sherman e quando anni dopo  Sherman morì

Johnston suo vecchio nemico portò in spalla la sua bara al funerale che avvenne sotto la pioggia.

A causa di ciò Jhonston contrasse una polmonite che lo portò alla morte.

 

"LIKE STONEWALL"

JACKSON LA LEGGENDA

 a cura di Stefano Jacurti

Una casa a Guney Station un uomo a fatica mormora qualcosa:

“Passiamo il fiume… e riposiamoci all’ombra degli alberi”
Queste furono le ultime parole pronunciate sul letto di morte dal comandante confederato che varcò i cancelli della storia per entrare nella leggenda, nel mito. Nato nel 1824 a Clarksburg,  si spense il 10 maggio del 1863 per gli effetti della ferita mortale, tre giorni dopo aver ricevuto il piombo.
Thomas Jonathan Jackson, un nome che ha segnato per sempre le file della confederazione.
Quel giorno durante la battaglia di Bull Run nel 1861, dove era generale di brigata, sarebbe diventato per tutti “il muro di pietra”
"Like Stonewall" come disse il Generale Bee quando lo vide resistere agli assalti unionisti sulla Henry House Hill a Bull Run.
Come carattere Jackson era tutto meno che un compagnone, restio a comunicare cosa veramente avesse dentro. Probabilmente il suo lato apparentemente chiuso derivò dal fatto di essere rimasto orfano a soli tre anni del padre e di avere perduto la madre quando ne aveva sette.
Ma sui campi di battaglia dimostrò di essere uno dei migliori tra le file dei ribelli.
La confederazione deve molto a lui perché   combatté sempre con grande valore.
Jackson era anche un religioso, come Polk il generale vescovo, sudista anche lui, solo che Jackson con Polk aveva in comune solo il colore della giubba e null’altro poiché quest’ultimo era un incapace mentre Stonewall Jackson, il muro di pietra di Bull Run, era ben altro.
Anche Jackson aveva combattuto in Messico prima della guerra civile e in quella guerra si era fatto le ossa. Sembra incredibile come Jackson   finì per essere ucciso dai suoi stessi soldati che nel buio lo scambiarono per un nordista durante la battaglia di Chancerrosville. Fu un duro colpo per la confederazione.
Jackson era un vero demonio in guerra, vinse molti scontri durante la Valley Campaign del 1862 tranne il primo, quello di Kernestow dove Kimball riuscì a batterlo e Jackson si ritirò. Ma è l’unica battaglia che lo vide perdente perché vinse a Front Royal dove polverizzò le forze unioniste, first Winchester, Cross Key e Port Republic. Proseguì nella campagna peninsulare dove rese dura la vita agli unionisti finché galoppò nell’ inferno della civil war. Non ebbe mai il comando di un armata, forse perché troppo schivo e individualista, forse perché il suo passato da fanatico presbiteriano lo resero agli occhi degli altri bizzarro, quindi non affidabile per incarichi ancora più alti di quelli avuti in guerra.
L’aspetto parallelo della sua vita da religioso presbiteriano è sicuramente da leggere con attenzione, in Messico non conobbe solo la guerra ma anche la fede poi a causa dei suoi metodi di insegnamento, nel 1856 fu tolto dai guai al Virginia Military Institute ,cattedra di fisica, dove insabbiarono la vicenda alla “i panni sporchi si lavano in famiglia” ma i suoi deliri religiosi e le contestazioni dei suoi alunni riguardo ai suoi metodi di insegnamento, c’entrano poco con le successive imprese in guerra. Si dice che per il suo particolare carattere non sempre fu amato da tutti ma quando morì il Generale Lee andò ad omaggiare la sua tomba. Sicuramente Jackson contributi ad infondere coraggio in battaglia ai suoi uomini.
Come un Achille taciturno restò chiuso nella sua tenda durante la battaglia dei setti giorni, non si è mai capito perché si rifiutò di combattere ma ogni volta che partecipò agli scontri con i suoi uomini, Jackson lasciò il segno come fece sul fianco del generale unionista MacClellan.
Non ci è dato sapere se prima o poi qualcuno lo avrebbe ucciso lo stesso o se fosse sopravvissuto, al conflitto, ma a lui un posto tra i giganti della guerra civile americana, non può essere negato.
CHAMBERLAIN E I LEONI DEL LITTLE ROUND TOP:
RIMASTO SENZA MUNIZIONI, DECISE...

 

a cura di Stefano Jacurti

GETTYSBURG- 2 LUGLIO 1863- Secondo giorno di battaglia 

Cose gigantesche possono avvenire nelle grande tragedie delle guerre di sempre, avvenimenti che mettono gli esseri umani di fronte a gli appuntamenti con il destino e con la storia.

Ai tempi della sua impresa, Joshua Chamberlain non era un generale ma un colonnello del 20° Maine.

Nato a Brewer nel Maine nel 1824 entrò a far parte del Bowdoin college di Brunswick, città dove conobbe e sposò Fanny Admas e da lei ebbe cinque  figli. Dopo essersi laureato nel 1852 nel seminario teologico di Bangor accettò un posto da insegnate presso il suo vecchio college.
Chi avrebbe mai detto a Chamberlain che nel secondo giorno di battaglia a Gettysburg  dalle sue decisioni e dal comportamento del suo reggimento sarebbe dipeso tutto il destino dell’intera armata dell’unione  nelle drammatiche ore dei combattimenti  su un colle ancora sconosciuto nel verde paesaggio della Pennsilvanya? Chamberlain aveva visto l’orrore  ad Antietam, preso parte agli assalti a Fredericksburg dove era stato ferito e alla battaglia di Chancellorsville.

Tristemente ovvio per chi è in guerra trovare il combattimento e in tutto il conflitto Chamberlian fu ferito più volte, ma  in quel lontano 1863 nessuno gli aveva detto  quale  ruolo il destino gli aveva riservato con tutto il peso  di una responsabilità da  portare sulle sue spalle e su quelle dei suoi uomini. Durante la battaglia di Gettysburg Il 20 Maine, che faceva parte della brigata Vincent era stato scelto per occupare il little round top, così si chiamava quel colle ancora sconosciuto ai più e oggi meta di molti visitatori. C’erano ordini precisi: il 20° non doveva ritirarsi  o arrendersi per nessun motivo perché era il fianco di tutta l’armata e se quella porta avesse ceduto, i sudisti sarebbero piombati addosso a tutta l’Armata del Generale Meade dal Little round top. Schierati gli uomini Chamberlain da ultimo anello di una catena, attese quello che da lì a poco sarebbe accaduto. I confederati non tardarono a farsi vivi, nel particolare il 15 Alabama in quel settore che a più ondate risalendo il colle, spingeva contro le linee nordiste. Anche i sudisti avevano compreso l’importanza del Little round top e per questo cercarono di chiudere il conto presto.

 Vi furono assalti su assalti che il 20° Maine respinse pur contando le sue perdite. Il tempo passava il 20° si batteva egregiamente e ogni volta i confederati riprovavano ancora mentre si ammassavano i corpi dei caduti e dei feriti sul pendio. Le ore passavano e nel frattempo le munizioni cominciavano a scarseggiare. Chamberlain diede ordine di prendere tutte le munizioni possibili dai caduti e di resistere ancora, ma più resisteva più le munizioni finivano mentre i sudisti cercavano oltre all’assalto frontale, di prendere il suo reggimento sul fianco. Un proiettile colpì il fodero della spada di Chamberlain lasciandolo illeso, solo una escoriazione sulla coscia, un miracolo. Altra decisione, altra manovra, Chamberlian per proteggere il fianco fece schierare le sue linee ad angolo, seguirono altre scariche di fucileria ma ormai non si sapeva per quanto tempo il 20° avrebbe potuto resistere e quando Chamberlain realizzò che a un altro assalto i suoi uomini non avrebbero retto ancora senza più una cartuccia, decise. Fece innestare le baionette per un contrassalto, poi fece ruotare il suo reggimento come fosse un perno e caricò in discesa. I sudisti che stavano per attaccare ancora videro arrivare  le giubbe blu con le baionette innestate e non sapevano che gli unionisti stavano caricando senza più un colpo in canna e fu il panico. Fu come un cancello automatico che si chiude inesorabilmente  frantumando le dita di chi vuole aprirlo. I confederati fuggirono, il 20 Maine fece molti prigionieri e la vittoria sul Little Round top salvò il fianco di tutta l’armata, chiudendo il secondo giorno di battaglia che permise ai nordisti di preparare molto bene il terzo.

 Dopo Gettysburg, Chamberlian si ammalò ma poi si riprese e ritornò nell’armata del Potomac per comandare una brigata della prima divisione, quinto corpo e per combattere a Wilderness, Spotsylvania Court House, North Anna e Cold Harbor. 

 Il 18 giugno 1864, Chamberlain fu gravemente ferito mentre conduceva i suoi uomini in un assalto alla Salient Rives ', una roccaforte  confederata nei pressi di Petersburg.

Portato in ospedale da campo il chirurgo preannunciò una ferita mortale e si pensò che ormai Chamberlain fosse sul letto di morte.  Due giorni dopo, il generale Grant decise  la promozione di Chamberlain a brigadiere generale, ma  con grande sorpresa di tutti, Chamberlain fece un miracoloso recupero e nella primavera seguente  raggiunse di nuovo l'esercito. Nel mese di aprile 1865, il generale Chamberlain combatté con le sue truppe nella battaglia di Five Forks, dove il fronte confederato di Petersburg fu sfondato. Nel momento finale della guerra ad Appomattox Court House quando Custer fu il primo a ricevere il drappo bianco della resa del Generale Lee per consegnarlo al generale Grant, quest’ultimo incaricò proprio la divisione di Chamberlain di accettare la resa formale dei sudisti ai quali Chamberlain rese l’onore delle armi durante la sfilata dei confederati arresi dell’armata della Virginia settentrionale.

In seguito nel 1866, fu governatore del Maine e non guarì mai completamente dalla ferita del 1864. Dopo aver accettato la nomina di presidente del college di Bowdoin nel 1871, si dimise dall’incarico per motivi di salute nel 1883 poi  tornò a Gettysburg  per visitare il Little Round top nel 1889.

nella foto Chamberlain anziano al centro

Per l’ azione  sul Little Round Top di Gettysburg Chamberlain fu decorato con la medaglia del congresso nel 1893. Insieme a Longstreet è uno dei pochi personaggi famosi della guerra civile americana che videro il novecento.

Si spense nel 1914, è sepolto nel cimitero di Pine Grove di Brunswick nel Maine

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5/7/2010 - LA BATTAGLIA DI FRANKLIN - 30 novembre 1864

 

LA BATTAGLIA DI FRANKLIN - 30 novembre 1864

IL QUARTO DI MIGLIO PIU' INSANGUINATO DELLA GUERRA CIVILE

a cura di Stefano Jacurti

 

(I generali Schoffield e Hood)

Con la fine dell'estate e inizio autunno del 1864, la guerra era davvero  cupa per i Confederati e il sogno di formare il proprio paese. Atlanta era caduta, Lee alle prese con Grant sul fronte dell'est e all'ovest le cose non andavano bene già prima del 1864.

La casa dei Carter era una delle tante abitazioni del Tennessee e sarebbe rimasta nell’anonimato se nel 1864 i nordisti non avessero fissato i loro capo saldi proprio intorno alla casa e se i confederati non fossero stati costretti ad attaccare in quella zona.

Costruita nel 1830 da Fountain Branch Carter, oggi è un sito storico nazionale. E’ la casa più danneggiata dalla guerra con oltre mille fori per le pallottole, Nel 1866 il proprietario vendette due ettari del terreno per consentire la costruzione del cimitero di guerra e in seguito nel 1953, lo stato del Tennessee acquistò la Carter House per aprirla al pubblico e dedicare il sito a tutti gli americani caduti nel conflitto.

La famiglia Carter prima della  battaglia si rifugiò in cantina e ventitré civili tra uomini donne e bambini, furono messi al sicuro. Fu proprio nei pressi di questa casa, la sua casa che non vedeva da tre anni che il capitano confederato Tod Carter prima catturato a Chattanooga durante il travolgente assalto dei nordisti alla Missionary ridge e poi fuggito dalla prigionia, trovò la morte e fu proprio nei pressi di questa casa, fu raccolto dai suoi cari tra i caduti, i suoi familiari lo riconobbero esamine proprio nei pressi della casa dove era nato.

 e fu proprio qui che un colonnello dell’Ohio,  Emerson Opdycke, si mise in luce con i soldati del 125°

dette "le tigri di Opdycke" 

Come dimensioni il campo di battaglia di Franklin è il più piccolo di tutta la guerra civile, eppure si scatenò l’inferno in un ammassamento di caduti. Qualcuno racconta che non c’era spazio per camminare visti i numerosi cadaveri sul terreno in un quadrilatero che misurava poco più di un chilometro per lato.

La battaglia di Franklin sul fronte dell’ovest  precedette Nashville e vide l’assalto del generale Hood alle posizioni tenute dai nordisti, posizioni che erano state raggiunte dopo la battaglia di Spring Hill dove le forze di Schofield respinsero seppur a fatica, la cavalleria di Forrest e sgusciarono via.

 Il generale nordista Thomas era a Nashville a trenta chilometri da Franklin, da dove controllava le operazioni del generale Shoffiedl che a sua volta cercava di guadagnare tempo, in attesa della riorganizzazione dell’esercito di Thomas e dei rinforzi che stavano sopraggiungendo nel Tennesse per raggiungere il campo trincerato di Nasvhille. Il generale Hood che comandava i sudisti, cercava invece di accelerare i tempi vista la superiorità numerica dell’esercito confederato in quel momento e Shoffield che aveva fretta di raggiungere Nashville, temendo di essere circondato, aveva chiesto a Thomas l’invio di ponti per passare l’Harpet river un corso d’acqua che lambisce la piccola città,  più velocemente, ma per un malinteso i ponti non arrivarono. Scolfied si trovò così costretto a riparare quelli che c’erano realizzando che si doveva tenere Franklin ad ogni costo, fino a che i lavori per passare il fiume non fossero stati ultimati. I nordisti trincerarono la zona, compreso Fort Granger un forte preesistente e il Generale Cox ricevette l’ordine di requisire la Carter House e tutta la zona intorno alla casa venne fortificata. Se tra Scohlfied e Thomas ci furono delle incomprensioni sulla questione ponti, dall’altra parte si dice che Hood che a quel tempo aveva gamba e braccio mutilato, ce l’avesse ingiustamente con i suoi uomini ai quali rimproverava di essersi fatti sfuggire i nordisti a Sping Hill e di essersi abituati al triceramento, ma nessuno, il 30 novembre del 1864 avrebbe potuto immaginare quello che stava per accadere a Franklin: oggi è il quarto di miglio più insanguinato di tutta la guerra come viene definito con la Carter House come epicentro della battaglia.

Da parte confederata ci si rese subito conto che le posizioni tenute dai nordisti erano formidabili anche se avevano il corso d’acqua alle spalle, ma Hood volle attaccare lo stesso.

Intorno alle 16.00, Hood lanciò un attacco frontale contro la linea dell'Unione e fu un massacro. Per quanto eroico, lo sforzo di Hood fu una delle pagine più nere delle confederazione. Furono contati assalti fino a tredici ondate ma ci fu un momento della battaglia dove tra le linee nordiste si aprì un pericoloso buco e fu qui che le tigri dell’Ohio si lanciarono avanti per coprirlo con un improvviso contro attacco.

L'assalto alle trincee dell'Unione

Emerson Opdycke e le tigri dell'Ohio

Emerson Opdycke che comandava il 125 Ohio già distintosi a Chickamauga sulla Snowgrass Hill, alla testa dei suoi uomini ingaggiò un feroce corpo a corpo con i confederati deciso a non cedere di un metro. Scaricò la sua pistola contro il nemico e poi dopo aver finito i colpi, la usò come randello. Quando la pistola si ruppe prese un moschetto e lo usò come un soldato semplice, così come fecero diversi generale sudisti durante la scontro mettendosi alla guida delle  forze confederate come fossero dei capitani di brigata, (questo era già accaduto a Gettysburg al Generale Meade) e la dice lunga sulle connotazioni dello scontro di Franklin. Proprio nel giardino della casa dei Carter il 125 Ohio, le Opdycke's  tigers respinsero i sudisti dopo un tremendo corpo a corpo. Al termine della battaglia, circa cinque ore di combattimenti, sei generali Confederati risultarono uccisi o feriti mortalmente tra cui Patrick Claiburne. Tra i nordisti fu ferito Artur Mack Arthur

 maggiore del 24 Wisconsin e padre del Generale Douglas Mack Artur che si mise in luce durante la seconda guerra mondiale nella guerra del Pacifico.

Artur Mac Arthur fu curato all’ospedale di Nashiville e si riprese, era stato decorato a Chattanooga per l’azione sulla Missionari ridge.

Le forze comandate da Hood, l’armata del Tennessee, ammontavano a circa 30.000 uomini e 5000 di cavalleria

L’esercito di Schoffield contava 20.000 uomini e circa 3000 cavalleggeri i due corpi d’armata del Cumberland  e dell’Ohio

Le perdite ammontarono a 2,326 tra i federali e  6,252 tra i confederati Confederati. Alla fine della battaglia i nordisti raggiunsero Nashville dove il generale Thomas stava preparando l’assalto definitivo che avrebbe distrutto per sempre l'esercito di Hood.

CONCLUSIONI  LA STORIA DIMOSTRA CHE:

Decisamente coraggioso Hood ma decisamente poco stratega,

nella civil war la bilancia pesa a suo sfavore.

e Il fronte dell'ovest non è stato mai  meno cruento di quello dell'est.

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 Nel 2009 sono stati trovati per caso, come spesso avviene in queste occasioni, i resti di un soldato risalenti alla guerra civile. Dai resti del caduto non sì è riuscito a capire a quale schieramento appartenesse e comunque la salma è stata sepolta nel cimitero di Franklin dopo una solenne cerimonia per il soldato ignoto della civil war dove hanno partecipato tutti.

video della cerimonia:

http://www.youtube.com/watch?v=YInhPvHR1CI&feature=related

 

Monumento alle tigri del 125 ° Ohio di Opdycke

Colonnello Emerson Opdycke

Patrick Claiburne caduto a Franklin

luminaria a Franlkin per ricordare i caduti nella battaglia

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