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INFERNO BIANCO- IL BAULE NELLA PRATERIA - GOLDEN CITY- BOOT HILL

7/8/2010 - I GIGANTI DELLA GUERRA CIVILE: ROBERT LEE

 

 a cura di Stefano Jacurti

Nato nel 1807 in Virginia, Robert Lee rappresenta l’ultimo generale vecchio stile dell’800. Fu uno straordinario comandante e pur con mezzi e risorse limitate causò una serie di danni notevolissimi all’ Unione. E’ una delle figure più romantiche d’America e ancora oggi, la sua immagine e’ venerata al sud come quella di un Messia.
Sua moglie Mary Custis era nipote di Washington e per ironia della sorte la famiglia Lee aveva un vero e proprio culto per Washington e per la bandiera a stelle e strisce, proprio quella bandiera contro cui Lee avrebbe combattuto a lungo e valorosamente. Proveniente da una famiglia illustre ma assolutamente non ricca, lo stesso destino familiare che lo accomuna a Grant, contrario allo schiavismo pur essendo un sudista, Lee era convinto che l’Unione del paese fosse necessaria, ma restò sempre fedele alla Confederazione a alla sua Virginia.
Era un uomo colto, moderato, lontano dagli estremismi che tanto scaldavano gli animi a quel tempo. Conosceva il greco, il latino e lo spagnolo.
Si distinse a West Point come uno dei migliori e strano a dirsi , poiché la guerra smentisce spesso i più valenti nelle accademie , i campi di battaglia confermarono le sue straordinarie doti. Partecipò brillantemente alla guerra contro il Messico come ufficiale del genio. Fu lui ad intervenire nel 1859 contro John Brown ad Harper’s Ferry. All’inizio delle ostilità fu convocato urgentemente da Lincoln che evidentemente ne aveva intuitole doti, per assumere il comando dell’esercito nordista ma staccatasi la Virginia dall’Unione e pur non vedendo nulla di buono nella secessione, rifiutò offrendo la spada al suo stato che da lì a poco sarebbe stata “invaso”(almeno nell’ottica sudista) fu inviato nella Virginia dell’ovest poiché quella parte della regione rifiutando la nuova Confederazione, si era schierata con l’unione. Una secessione nella secessione quindi. Dopo i primi scontri con gli unionisti dove aveva avuto la peggio, fu accantonato e giudicato come un vecchietto fallito. Ma la macchina da guerra del generale Lee aveva solo bisogno di rodaggio… e così fu.
Il presidente Davis iniziò sempre più a dar fiducia a questo saggio generale che sapeva il fatto suo. Robert Lee veniva dall’arma del genio e fu un maestro nella guerra difensiva nel rintuzzare e contrattaccare l’esercito nordista Non appena venne nominato da Davis si adoperò per rinforzare le difese ed organizzare quella che fu una delle più incredibile armate di quel tempo: l’armata della Virginia settentrionale. Sorretto da validissimi generali come furono Longstreet, Stuart, Stonewall Jackson, Beauregard e Johnston il Sud si accorse di avere tra le sue file un vero e proprio Annibale. Come il suo alter ego Sam Grant fu un maestro nella costruzione delle trincee e ben presto
a causa di ciò la civil war diventò più simile ad una anticipazione della prima guerra mondiale che ad una guerra Napoleonica.

Ma Robert Lee fu anche un genio della guerra di movimento, favorito comunque anche dalla incapacità dei primi generali nordisti. Durante la campagna peninsulare di Mac Clellan, costrinse un esercito nemico forte di centoventimila uomini a ritirarsi sotto l’impeto dei suoi soldati. Gaines mill, Mechanicsville, Malvern Hill, queste battaglie contribuirono a far fallire l’offensiva dell’unione su Richmond. Ma Robert Lee sapeva che il sud non avrebbe potuto resister a lungo ed allora cercò quando poté anche la vittoria-lampo quella decisiva, alfine di portare l’Unione al tavolo delle trattative per il riconoscimento dell’indipendenza della Confederazione.

Dopo aver sconfitto Pope a Second Manassas riuscendo a ribaltare la situazione bellica a proprio favore, con un esercito molto agguerrito invase il nord e nel Maryland fu affrontato nuovamente da Mac Clellan che questa volta riuscì a fermarlo ad Antietam, (17-9-1862) quando ormai nulla sembrava arrestare la marcia dell’esercito sudista.
Lee e il suo esercito furono sempre spalleggiati da Stuart, magnifico comandante di cavalleria, il migliore per i primi due anni di guerra. Con al fianco una cavalleria così efficiente, l’esercito confederato nel primo periodo del conflitto riuscì a sapere in anticipo i movimenti dell’esercito nemico.
Quando arrivava Lee con il suo stato maggiore i soldati andavano in delirio per quell’uomo che consideravano alla stregua di un padre. Durante il conflitto si adoperò affinché i suoi schiavi venissero liberati e questo attirò su di sé risentimenti e antipatie dei sudisti più estremisti. Il capolavoro di questo generale resta forse la battaglia di Chancellorsville dove con i suoi uomini imbottigliò e sconfisse l’armata di Joe Hoocker che godeva del doppio numero di soldati, si era a maggio del 1863.

 Lee tentò in quell’anno un’altra invasione del nord ma questa volta , per l’imprudenza di Stuart che fu intercettato da Custer, il suo esercito venne a trovarsi senza cavalleria e fu costretto a muoversi alla cieca in Pennsylvania. I nordisti di Meade occupando per primi le colline intorno a Gettysburg e combattendo valorosamente, sconfissero dopo tre giorni di battaglia (la più sanguinosa di tutta la guerra) l’esercito di Bobby Lee. Da questo momento per Lee cominciarono i guai.
La scomparsa di Stonewall Jackson e di Stuart, l’arrivo sui fronti dell’est del Generale Grant ed i suoi determinati uomini,le perdite che il sud non poteva ricambiare, l’incapacità di altri generali sudisti, il rinnovato vigore con cui le truppe dell’unione combatterono non permisero più a Lee di essere molto creativo sui campi di battaglia. Lee si trovò di fronte a Grant a Wilderness e pur opponendosi in modo splendido si accorse che questa volta molte cose erano cambiate ed altre stavano cambiando.

Con un presidente Davis sempre più irascibile ed instabile, con una situazione politica estera sempre più sfavorevole a causa dello schiavismo, con il mancato intervento dell’Inghilterra e della Francia a fianco della Confederazione proprio a causa della piaga schiavista il sud era ora solo agli occhi del mondo, mentre dall’altra parte c’era un esercito efficiente, armato fino ai denti, sorretto ora da uomini capaci e lungimiranti. La fine del sud sarebbe stata solo una questione di tempo e Lee da grande generale qual’era, comprese prima di altri coraggiosi ma deliranti ufficiali che ciò poteva essere solo ritardato.
Vennero altre battaglie che Lee affrontò sempre con grande valore combattute questa volta non solo contro un nemico più numeroso poiché questo era sempre accaduto più o meno dal primo giorno di guerra, ma soprattutto contro un soldato, quello unionista, che aveva cambiato mentalità. Dopo Wilderness finita quasi in stallo (4 maggio 1864) Lee affrontò Grant in una serie di battaglie riuscendo anche ad infiggere al generale avversario numerose perdite solo che Grant non si ritirava mai! Lee fu costretto a seguirlo per cercare di difendere Richmond. Furono giorni di terribili massacri quelli del 1864. Spotsylvania, North Hanna, Cold Harbor Lee resistette quanto poté fino a che Grant riuscì a superare il suo fianco sinistro e puntare verso Petersburg dove iniziò una vera e propria guerra di trincea, qualcosa che già somigliava a Verdun o alle Somme della prima guerra mondiale La situazione si fece sempre più critica rimasto con soli sessantamila uomini dovette difendere 37 miglia di linee trincerate.Il 25 marzo 1865 nel tentativo di allargare l’unico corridoio rimasto ancora aperto a sud Lee attaccò Fort Stedman e lo espugnò ma i nordisti riconquistarono subito il forte.

 Il generale sudista allora fu costretto ad abbandonare Richmond dopo lo sfondamento del generale nordista Sheridan.mentre dall’altra parte del fronte, Shermann si era , ricongiunto qualche tempo prima con Grant dopo la marcia verso il mare. In seguito così dai nordisti , sopravanzato e circondato da Grant ad Appomatox, Lee chiese la resa. Il generale dalla barba bianca,quello che aveva guidato i suoi veterani a tante vittorie, si arrendeva ad un mondo che cambiava per sempre. Era il 9 aprile del 1865.


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