30/6/2010 - la guerriglia nella civil war
a cura di stefano jacurti
Se Joseph Conrad avesse assistito alla guerriglia, accaduta nella civil war, non è escluso che avrebbe potuto attingere ad abbondante materiale per scrivere un seguito al suo Cuore di Tenebra. Provocazione a parte, la guerriglia fu un mondo parallelo al conflitto tradizionale, una linea d’ombra che correva sotterranea all’interno di un pianeta bellico completamente a sé stante. Se è vero che dietro i roboanti discorsi dei leader politici, i quali inviarono al macello migliaia di soldati, ci furono sempre le spinte di interessi e motivazioni molto meno nobili delle intenzioni dichiarate a parole, è altrettanto vero che tutti i conflitti a tipologia guerrigliera hanno sempre avuto ben poco di militare e, nel caso della civil war, il mondo sotterraneo e parallelo degli scontri tra irregolari si incanalò subito su un percorso di follia, in quanto ebbe un’origine addirittura precedente alle ostilità.
Le devastanti incursioni di piccole bande ben organizzate trovarono, con il conflitto tra blu e grigi, l’occasione per sfogare rancori personali e rivendicazioni territoriali dando adito a scontri tra filo-schiavisti e filo-abolizionisti. La tipologia del guerrigliero nordista o sudista ripeteva più o meno sempre lo stesso schema su entrambi i fronti: abilissimo cavaliere, armato fino ai denti, equipaggiato alla meglio con divise rabberciate, (il più delle volte solo pantaloni d’ordinanza o solo capello o berretto da cavalleria) solidale verso i suoi compagni coi quali aveva un legame di interdipendenza, sempre alla macchia, spietatamente abile in fugaci azioni mordi e fuggi destinate solo ad effettuare rappresaglie in cui non c’erano né regole né codici d’onore da rispettare (ben diverse da una incursione di cavalleria mandata a distruggere linee di comunicazione o piccoli presidi militari). Durante queste azioni venivano trucidati civili inermi sparando indiscriminatamente su gente disarmata, assaltando qualunque obiettivo ritenuto opportuno, bruciando ranch e fattorie.
Questo era lo svolgersi della guerriglia irregolare, per la quale operarono come “cani sciolti” condottieri dotati di piccoli eserciti personali, in territori lontani dai grandi campi di battaglia del conflitto. Si può affermare con certezza che, all’inizio, la guerriglia fece molto comodo ai due belligeranti poiché queste azioni erano di grande disturbo per il nemico, che veniva assillato dagli Jayhawkers pro-nord e dai Bushwackers filo-sud. Alla lunga però il feroce massacro di civili mise in serio imbarazzo i due stati maggiori.
Uno dei capi della guerriglia, più tristemente noto, fu il filo-confederato William Quantrill. Era il 1861 ed il Missouri, oltre che della guerra, fu preda anche di una grande confusione poiché molte fattorie erano legate all’Unione con la quale commerciavano e alla quale rimasero fedeli, mente altre simpatizzavano apertamente per il sud. Quando i nordisti riconquistarono Springfield, grazie alla battaglia di Pea Ridge nel vicino Arkansas (nella quale combatterono diversi gruppi di Indiani Cherokee in entrambe le fazioni), molti missouriani si arruolarono nelle file dei soldati blu, altri invece abbandonarono la propria terra e si recarono a Sud per arruolarsi nell’esercito confederato.

il massacro di Lawrence nel Kansas
La tipologia di Border States causava queste situazioni anomale, dove era il caos a farla da padrone. Comunque tutto questo non accadeva solo nel Missouri ma anche nell’est del Kansas, nell’Arkansas.
William Quantrill fu nulla più che un terrorista dedito al sadico e inutile massacro di civili. Una delle sue più cruente imprese resta l’incursione, nel 1863, su Lawrence nel Kansas, dove furono uccisi più di centocinquanta di civili inermi.
La carriera del guerrigliero confederato proseguì per diverso tempo, fino all’assalto, nel 1865, della città di Hickman nel Kentucky.
Al suo fianco, all’inizio, c’era un’altra triste figura della linea d’ombra della guerra civile: Bill Blood Anderson il quale, dopo esser stato il braccio destro di Quantrill, si mise in proprio formando un’altra banda di guerriglieri confederati, altrettanto spietata, in cui militarono anche i fratelli Frank e Jessie James. Uomini senza scrupoli che facevano uso di morfina prima di scatenare le loro violente incursioni. I fratelli James (smentendo tra l’altro la leggenda che li voleva celebrare quali Robin Hood del sud) continuarono la loro vita di outlaws anche dopo la guerra. Il vecchio sud li idealizzò come eroi poiché rapinavano le banche del nord, mentre invece questi agivano unicamente per scopi personali piuttosto che per l’ideale di rinascita di una nuova confederazione
Quantrill fu raggiunto ed ucciso dai nordisti il 6 giugno 1865, dopo aver saccheggiato e incendiato ranch, distrutto vite e famiglie uccidendo un gran numero di civili inermi. Bill Blood Anderson, ricercato su tutto il territorio, fu ucciso dai regolari unionisti un mese dopo la fine della guerra. C’e chi dice fosse stato ancora più spietato di Quantrill perché seminava il terrore usando la tecnica del travestimento. In quei tempi non si poteva mai essere sicuri che l’arrivo in città di soldati unionisti non si trasformasse improvvisamente in un’incursione di guerriglieri confederati travestiti, che avrebbero dato il via al massacro di intere famiglie nelle fattorie e ovunque avessero trovato simpatizzanti per l’Unione. La confederazione ripudiò e condannò sempre l’azione di questi uomini, proprio per questa ragione essi rimasero isolati dal resto dell’esercito.
Anche il nord fece la sua parte nell’uso della guerriglia. Nel 1861 furono create squadre di irregolari nordisti, soprattutto nel Kansas, non meno spietati e privi di scrupoli.
Charles Jennison

Da ricordare le Red Legs, banda di guerriglieri che avevano fatto parte del 7° reggimento Kansas. Come segno distintivo portavano una fascia rossa intorno agli stivali. Per operare nella guerriglia formarono una delle più terribili accozzaglie di ladri e assassini che imperversarono a lungo nei Border states, “I Jennison’s Jayhawkers”. Erano tutti ex regolari del colonnello Jennison e sopravvissero fino al 1863, cioè fino a quando non vennero dispersi d’autorità.
Il governo infatti diede ordine di sparare a vista non appena una red legs fosse stata avvistata.
conclusioni: "la storia dimostra che" questi nella guerra civile americana restano comunque episodi isolati rispetto ai combattimenti tradizionali e nemmeno i generali più duri nelle loro scelte, possono essere giudicati alla stessa stregua di assassini come Quantrill e company
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