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INFERNO BIANCO- IL BAULE NELLA PRATERIA - GOLDEN CITY- BOOT HILL

30/6/2010 - la cavalleria nella guerra civile americana

 

LA CAVALLERIA NELLA GUERRA CIVILE AMERICANA

(IN PROGRESS)

a cura di Stefano Jacurti

Durante la guerra civile americana la cavalleria non fu impiegata in larga scala. Poche furono le battaglie a cavallo ma alcune di queste furono importanti e decisive. Spesso il terreno paludoso o boscoso non si prestava a grandi cariche tradizionali e i cavalleggeri impararono a combattere in un altro modo anche se non meno efficace.
I reparti giungevano sul luogo della battaglia o sulla posizione chiave e smontando da sella, si trasformavano in fanteria sparando da terra. Quando c’era da attaccare ed avanzare i soldati rimontavano a cavallo ed avanzavano fino a dove si poteva arrivare, stessa cosa era per una ritirata che prevedeva il rimontare in sella e l’attestarsi su nuove posizioni.
Così i la cavalleria combatté durante la guerra fratricida ma alcune cariche tradizionali ci furono ugualmente e passarono alla storia. Tra le figure di spicco per l’arma di cavalleria sono da ricordare Custer, Stuart, Sheridan, Mosby, Pleasanton, Forrest, Merrit, Buford, Gordon uomini che in molte occasioni dimostrarono il loro coraggio anche contro forze numericamente superiori.
Per i primi tempi del conflitto la cavalleria confederata ebbe la leadership degli scontri, poi le cose cambiarono a favore dell’unione. Nella guerra civile americana la cavallerie ebbero un ruolo importante, erano gli occhi delle armate, ogni volta che non furono presenti al momento giusto sui campi di battaglia finì male e non fu un caso, inoltre i cavalleggeri riuscivano ad effettuare dei raid a sorpresa presso depositi munizioni e nodi ferroviari del tutto inaspettati, ed allo stesso tempo potevano essere “gli occhi” dei generali in guerra.


JEB STUART- CAVALLERIA SUDISTA


Una figura carismatica della guerra civile a cavallo fu il Generale Stuart, abile cavaliere, temerario e una spina nel fianco dell’Unione, uno dei migliori uomini dell’arma di cavalleria del conflitto. Fu capace di imprese eccezzionali come l’avanscoperta nei confronti dell’armata di MacClellan che lo portò alla testa dei suoi uomini percorrere quasi un giro a 360° gradi intorno all’esercito Unionista e riferire sulle sue posizioni.Una sorta di rally a cavallo tra le linee dell’Unione disturbando continuamente l’esercito di MacClellan e riferendo sempre in anticipo al Generale Lee gli spostamenti del nemico.

jOHN BUFORD-  CAVALLERIA NORDISTA


Ma un altro scontro coinvolse l’arma di cavalleria. Fu sempre a Gettysburg nella battaglia principale, il 1 luglio 1863 e questa volta toccò al generale Buford e ai suoi uomini farsi in quattro e rimboccarsi le maniche in una accanita resistenza contro le forze confederate trasformandosi come camaleonte in una micidiale fanteria seppur disponendo di solo 3500 uomini e pochi pezzi di artiglieria trainata contro la divisione confederata di Heth forte di 8000 uomini. Buford saggiamente occupò prima dei Confederati le migliori posizioni intorno alla città. I cavalleggeri smontando formarono una linea difensiva respingendo i Confederati sulla MacPerson Ridge in attesa dei rinforzi del Generale Reynolds che stava sopraggiungendo con i suoi “Black Eat Boys”, la fanteria.
Buford resistette per ore poi i suoi uomini stremati uscirono di scena dal campo di battaglia nei due giorni successivi limitandosi a controllare la situazione a sud.
Durante la battaglia di Chancellorsville una della cause della sconfitta dell’Esercito nordista di Hooker fu la totale assenza di cavalleria inviata in ricognizioni lontano dalla zona della battaglia e questo impedì l’arrivo di notizie fresche e la splendida prova della cavalleria di Stuart che caricando più volte l’armata di Hooker ne arrestò l’avanzata finche la fanteria del generale Lee, la avvolse e la imbottigliò in una stretta mortale come un boa sulla sua preda.
Il 1 luglio 1862 Stuart lanciò i suoi uomini a bandiere spiegate contro 250 cannoni nordisti a Marven Hill durante la battaglia dei 7 giorni, perdendo 6000 uomini in pochi minuti, un prezzo altissimo, e a Brandy Station il 9 luglio 1863 ingaggiò battaglia contro la cavalleria nordista di Pleasanton che con coraggio lo attaccò 4 volte consecutivamente.Questo scontro di cavalleria in carica tradizionale fu uno dei più vasti della guerra civile americana.


Stuart che disponeva di 9000 cavalleggeri e 20 cannoni trainati al seguito ricorse ad un vecchio trucco: far sfilare le proprie truppe al galoppo facendo sparare contemporaneamente i sui cannoni per trarre in inganno il Generale Pleasanton che pensò di aver contro forze numericamente superiori. Pleasanton riferì ad Hooker e quest’ultimo ordinò di aggirare quel nemico temuto che per il primo periodo di guerra aveva sempre tenuto in scacco la cavalleria nordista spesso esitante vista la provenienza dei cavalleggeri dalla vita civile che con i lavori a cavallo non aveva nulla a che vedere. La cosa fece infuriare Sheridan di vecchio sangue irlandese, il quale era convinto che quel l’inspiegabile arruolamento nell’arma a cavallo di commercianti e bottegai seppur addestrati, andava eliminato poiché dannosissimo in quella guerra, e ci riuscì.

 


La battaglia di Brandy Station resta importante ed interessante nella sua lettura per vari motivi. Il primo fu che come al solito Stuart confermò la sua fama e l’eccezionale prestazione dei suoi cavalleggeri padroni del territorio fino alla metà del conflitto, la seconda è che proprio da questa battaglia nonostante la sconfitta, la cavalleria nordista iniziò la sua ascesa cambiando mentalità ed organizzazione.
Pleasanton disponeva di 4 divisioni comandate dai Generali Greeg, Cuffie, Buford e Russel. Pleasanton tenne la divisione di Russel in riserva ed attaccò Stuart da nord e sud per prenderlo in mezzo. I primi ad essere lanciati alla carica furono gli uomini del 6° reggimento del west Virginia, quella parte della Virginia rimasta fedele all’Unione della divisione di Buford ma i sudisti resistettero bravamente alla carica mentre Stuart contemporaneamente ordinò agli uomini del Colonnello Jones di prendere i nordisti di Buford sul fianco. Jones assalì presso la località di Fleetwood Hill riuscendo a mettere l’esercito unionista sulla difensiva.

 

 Pleasanton lanciò le altre due divisioni quella di Gregg e quella di Cuffie nella battaglia. Gregg fu respinto dopo un attacco sanguinoso ma la carica della cavalleria di Cuffie sfondò le linee dei cavalieri confederati riuscendo a penetrare nei pressi del villaggio di Stevensburg ma dopo la ritirata Stuart si riorganizzò e lanciò una controcarica. La chiave della battaglia era il possesso di Brandy Station ove si trovava il comando di Stuart. Pleasanton lo comprese e decise di impadronirsene e compiendo uno sforzo supremo lanciò la carica del 6 Pennsylvanya e del 1 New Jersey ma i loro assalti disperati non ebbero effetto, finche i sudisti contrattaccarono e cariche e contro cariche si susseguirono in un combattimento di una inaudita violenza nel vecchio stile napoleonico finché il terreno dello scontro rimase in mano ai sudisti, ma Pleasanton un duro che aveva combattuto contro gli indiani prima della guerra civile, non si fece impressionare e lanciò nello scontro la carica la divisione di Cuffie ma che venne respinta ancora. Invece di impiegare anche la divisione Russel posta in riserva Pleasanton si ritirò e fu oggetto di critiche di altri ufficiali poiché aveva sfiorato la vittoria per un soffio e al momento supremo non impiegò la riserva. Ma davanti aveva Stuart uno dei migliori cavalieri sudisti del conflitto ed era ancora nel suo pieno apice. Presto le cose sarebbero però cambiate infatti Brandy Station vide per la prima volta i sudisti sbandare e ritirarsi di fronte alla carica del nemico cosa mai accaduta fino a quel momento.

George Armstrong Custer

A soli 25 anni era già generale di brigata. Capelli biondi, divisa personalizzata, truppe fedeli e pronte a tutto: George Amstrong Custer pupillo del generale Sheridan era l’uomo giusto al posto giusto in una cavalleria fino a quel momento in difficoltà contro i vari Stuart e Forrest. Custer si mise in luce con la divisione del Michigan nella battaglia tra cavalleggeri presso Gettysburg ad Hanover court House caricando il nemico pur essendo in inferiorità numerica.

La sua ascesa durante la guerra civile americana fu inarrestabile, contro Stuart a Yellow Tawern dove il generale sudista cadde sul campo, contro Rosser suo amico e compagno a West Point che lo attaccò nella carica di Trevillian Station dove i nordisti dovettero ritirarsi. Successivamente Custer sconfisse duramente Rosser nella battaglia di Tom’s Brook inseguendo la cavalleria confederata per 25 km. e L’avvenimento fu tale che fu denominato “le corse di Woodstock.”

Custer si mise in luce in atre occasioni e una delle più clamorose fu contro il confederato Gordon a Cedar Creek il 19 ottobre 1864. Quest’ultimo aveva imbottigliato Sheridan e quella battaglia Custer la vinse praticamente da solo sopraggiungendo con i suoi uomini e salvando le sorti della battaglia in un finale degno da film western.
Le cariche del generale Custer furono travolgenti durante il conflitto sebbene non va dimenticato costarono sempre perdite molto alte. Alla fine del conflitto la divisione di Custer contò sul suo ruolino diecimila confederati fatti prigionieri tra cui 11 generali, 120 cannoni catturati, 65 bandiere prese al nemico.
D duro colpo per il sud fu come già detto la perdita di Stuart durante la battaglia di Yellow Tavern, una perdita troppo importante per la parte confederata anche se altri si distinsero e continuarono a mettersi in luce fino alla fine.

FORREST


Nel 1864 fu la volta della cavalleria di Forrest altro personaggio notevolisismo tra i sudisti, che respinse durante i cavalleggeri nordisti in attacco verso il deposito militare di Selma, in Alabama. Con continui attacchi mordi e fuggi Forrest logorò a tal punto le forze unioniste che quest’ultime rimaste a corto di viveri furono costrette ad attaccare le giubbe grigie che li sconfissero facendo così fallire il piano che avrebbe dovuto consegnare all’Unione il deposito militare di Selma. Spesso Forrest fu una spina nel fianco di Sherman.

Altre imprese temerarie ed incredibili si registrarono tra i due schieramenti. L’incursione unionista di Grierson in Alabama sul nodo ferroviario di Newton, e il raid sudista di Morgan fin su nell’Ohio.
Le modalità con cui vennero concepite hanno dello straordinario per quei tempi.
Grierson con una brigata di cavalleria del XVI corpo del Generale Hurlbut stanziato nel Tennessee occidentale, si preparò ad una missione che smentì clamorosamente le più pessimistiche previsioni.Suo obbiettivo era dirigere una profonda incursione nel Mississippi verso il nodo ferroviario di Newton che riforniva Vicksburg, posta d’assedio dal generale Grant. Forrest si attivò immediatamente catturando la cavalleria di Steghit lanciata in una serie di incursioni ma che fu circondata e catturata dopo varie battaglie, un grande trionfo per Forrest ed i suoi uomini ed un fallimento completo per gli Unionisti .
Ma Grierson nel frattempo si spinse in territorio nemico sempre cavalcando e combattendo, percorrendo quasi 1000 km in 16 giorni, catturando 500 prigionieri, distruggendo quasi 80 km di linea ferroviaria e telegrafica quella che riforniva Vicksburg, la Gibilterra del west, ed invece di tornare verso nord per chiudere la missione e rientrare tra le linee amiche i cavalleggeri nordisti proseguirono ancora verso sud dove nessuno pensava fossero diretti mentre i confederati gli avevano sbarrato la strada verso nord per tornare a casa. Baton Rouge: questa fu la loro ultima destinazione dove si riunirono alle truppe del Generale Banks appena sbarcate, era il 2 maggio 1863, un impresa degna da ricordare.


MORGAN

Raid analogo fu quello di Morgan nell’Ohio nel cuore dell’unione. Coloni e fattori sbigottiti videro spuntare nelle loro fattorie le divise grigie, nessuno da quelle parti aveva mai visto prima un soldato confederato. Morgan imperversò nell’Ohio prendendo e saccheggiando tutto quello che potè tirandosi dietro la milizia di stato e la cavalleria nordista per giorni, sfiancando e portando scompiglio con la sua eccellente manovra diversiva, alla fine venne intercettato, catturato ed imprigionato ma dopo poco tempo riuscì a fuggire, resta incredibile come riuscì ad addentrarsi così a fondo nel territorio nemico, un raid che sembra lo specchio di quello di Grierson in Alabama.

Il 12 aprile 1864 Forrest e la sua cavalleria catturarono ed espugnarono Fort Pillow sul fiume Mississippi piombando sui bastioni e conquistando l’importante fortezza. Nel medesimo anno Forrest fu incaricato di rintuzzare l’avanzata degli uomini di Sherman per permettere al Generale Hood e alla sua fanteria di raggiungere e difendere Nashville. Le cariche di Forrest furono travolgentI e sconfissero i nordisti più volte. Ma era il canto del cigno.
Era ormai immenente la bonifica della valle dello Shenandoah. Un vero inferno dove Custer e i suoi uomini dovettero vedersela con i guerriglieri di Mosby, una confederazione nella confederazione. Fu una lotta spietata e senza quartiere tra le due parti che vide l’impiccagione dei prigionieri operata sia da Custer sia da Mosby in una lotta accanita e dura dove “Misura per misura” la fece da padrone.
Come spesso accade non ci fu solo gloria ed eroismo ma anche azioni violente e saccheggi, come accadde durante l’avanzata di Sherman in Georgia dove i cavalleggeri di Kilpatrick non si comportarono bene con le donne locali, atti di violenza e saccheggio pesarono ancora di più su quella fase del conflitto, inoltre non va dimenticato che Sherman tagliando come una lama nel burro la Confederazione, faceva bruciare tutto affinché il sud restasse in ginocchio senza più la possibilità di sopravvivere distruggendo materie prime, piantagioni, e tutto quello che potesse servire al sostentamento della popolazione. Pur essendo un grande generale durante la guerra, Sherman venne per questo considerato al sud come una sorta di “Nerone Americano”. Anche il passaggio di Morgan nell’Ohio non ha lasciato un buon ricordo al di là dell’impresa dove alcuni soldati si abbandonarono al saccheggio e alla violenza.

Wilson

Il tempo passava e truppe scelte di cavalieri nordisti si prepararono ad attaccare di nuovo il deposito di Selma, erano truppe organizzate da Sheridan in modo esemplare ed efficiente. Il Generale Wilson fece distribuire ad ogni cavalleggero viveri per 5 giorni e cento colpi e risolto in modo temerario il problema dei rifornimenti logistici, si gettò con determinazione attraverso le linee sudiste avanzando a ventaglio su 6 colonne, questo schieramento mise in difficoltà Forrest che dovette distribuire i suoi uomini da un capo all’altro del fronte mentre Wilson si inoltrò per 250 km nel territorio nemico giungendo e caricando Selma nell’aprile del 1865.

Qui espugnò l’arsenale, lo diede alla fiamme distruggendo tutte le armi e munizioni, poi diresse le sue cariche verso Monterey in Alabama distruggendone gli arsenali militari.
Sfuggendo abilmente alle contromanovre sudiste si diresse poi verso est dove intercettò il presidente della confederazione Jefferson Davis che travestito in abiti femminili, cercava di raggiungere il Texas.
Era il 10 maggio 1865 e l’inafferrabile Wilson piombava sulla carrozza del Presidente in north Carolina, si pensava che Davis portasse con sé il tesoro della Confederazione per occultarlo in zone segrete ma nulla fu trovato, nessuno ha mai saputo dove sia sepolto, chi se ne sia appropriato o se realmente sia esistito, tutto è avvolto dal mistero tra leggenda e realtà.
Gli scontri di cavalleria furono pochi in proporzione all’utilizzo della fanteria e dell’artiglieria nella guerra civile americana ma questi combattimenti seppur esigui in vari anni di conflitto, lasciarono un segno importante come a Yellow Tavern, Brandy Station, Hanover, Cedar Creek, nei dintori di Gettysburg e nella valle dello Shenandoah
Anche il cinema li ha ricordati. Il raid di Grierson ispirò il film “Soldati a cavallo” di John Ford, quello ispirato a Morgan fu portato sullo schermo da Gregory Peck nel film “La legge del signore”di William Wyler . Da ricordare anche “Shenandoah la valle dell’onore” con James Stuart regia di Andrew MacLaglen.

conclusioni "la storia dimostra che""

nella guerra civile americana le cariche tradizionali di Custer ad esempio furono travolgenti, ma nessuno tra gli uomini di Buford o Forrest si vergognò di conbattere anche a  piedi. Questo in Europa era ancora inconcebile, ma nella guerra civile americana fu una delle innovazioni. Usare la cavalleria double face, si rivelò un arma in più

SONO STATE RICORDATE LE SEGUENTI BATTAGLIE E INCURSIONI

BATTAGLIA DI BRANDY STATION

BUFORD A GETTYSBURG

IL RAID DI MORGAN NELL'OHIO

LE CARICHE DI CUSTER DURANTE LA CIVIL WAR

 

LE IMPRESE DI FORREST

WILSON A SELMA


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