1/7/2010 - corazzate- cannoniere e sommergibili della civil war
GUERRA NAVALE SUI MARI E FIUMI




A CURA DI DANIELE RANOCCHIA
7 APRILE 1861Per volere del ministro della U.S. Navy Welles viene organizzato un convoglio destinato a soccorrere la guarnigione di Fort Sumter, un isolotto fortificato nella baia di Charleston, asserragliata all'interno già dal 26 dicembre dell'anno precedente. Il convoglio, costituito dalla pirofregata Powhatan e da quattro piroscafi, salpa in giornata ma, a seguito di un ordine del Segretario di Stato nordista Seward, la Powhatan viene dirottata verso Pensacola, a difesa della guarnigione di Fort Pickens. All'alba del 12 aprile le postazioni confederate di James Island, Fort Moultrie e Cummings Point, appoggiate da una batteria galleggiante, aprono il fuoco contro Fort Sumter. Il convoglio nordista raggiunge la baia di Charleston nello stesso giorno dell'attacco in tarda mattinata ma, un poco per le avverse condizioni meteorologiche, un poco per la mancanza di unità di scorta, non riesce a dare alcun contributo alla difesa del forte. La guarnigione nordista, al comando del maggiore Anderson, si arrende il 14 aprile.
19 APRILE 1861 Inizia il blocco navale delle coste atlantiche confederate da parte della marina unionista (U.S. Navy) con l'arrivo di una unità davanti al porto di Charleston. Nei primi giorni di maggio la Squadra del Potomac ed un'altra formazione, costituita da quattro vascelli, comincia a controllare il fiume Potomac e le coste della Virginia.
Nello stesso giorno una piccola squadra unionista al comando del commodoro Hiram Paulding giunge davanti a Norfolk per salvare il salvabile. L'importante arsenale ivi presente, nel territorio della Virginia, rischia di cadere in mano confederata. Al momento della secessione dello stato l'arsenale è al comando del commodoro McCauley, di fede unionista, mentre la maggioranza degli ufficiali è di fede sudista. All'arrivo della squadra la situazione è ormai compromessa: gli ufficiali sudisti hanno rassegnato le dimissioni, i tecnici dell'arsenale hanno abbandonato i propri posti di lavoro, i depositi di munizioni della zona sono stati saccheggiati e le forze confederate hanno messo in postazione le batterie destinate a battere l'arsenale. Le unità presenti in quel momento, il Merrimack, il Germantown ed il Plymouth sono affondati dai propri equipaggi. Paulding, vista la situazione, riesce a portare al sicuro la pirofregata Cumberland rimorchiandola, mentre il brigantino Dolphin e sei vecchie navi non più utilizzabili sono fatte saltare all'alba del 21 aprile. Poche ore dopo i sudisti prendono possesso dell'arsenale abbandonato dai nordisti in fuga. La caduta dell'arsenale di Norfolk provoca alle forze nordiste la perdita di oltre 2000 cannoni. Riescono però a conservare il controllo del caposaldo di Fort Monroe che, trovandosi sulla penisola formata dai fiumi York e James, costituisce un efficace punto di controllo della baia di Hampton Roads.

21 APRILE 1861 L'incrociatore nordista Saratoga, al comando di Alfred Taylor, cattura la nave negriera Nightingale di Boston, diretta a New York. A bordo ha 961 schiavi.

20 MAGGIO 1861 La Squadra del Potomac, al comando del capitano di fregata James H. Ward, costituita dalle tre piccole cannoniere a vapore Anacostia, Resolution e Freeborn, cannoneggia le batterie costiere installate dai sudisti a Aquia Creek, al fine di interrompere le linee ferroviarie di comunicazione fra Washington e Baltimora. In poco meno di due ore le batterie nemiche sono ridotte al silenzio. L'azione dimostra l'importanza delle vie d'acqua interne nell'attuare il disegno strategico che mira al controllo delle linee di comunicazione.

GIUGNO 1861
Con l'obiettivo di controllare le bocche d'accesso dei canali che mettono in comunicazione il mare aperto con la città di New Orleans, ottimo rifugio per i violatori di blocco, le pirofregate unioniste Powhatan e Brooklyn si posizionano in modo da bloccare rispettivamente il Southwest Pass e il Pass à l'Outre. Nonostante la presenza di queste unità, ai primi del mese il piroscafo armato confederato Sumter, al comando del capitano di fregata Raphael Semmes, riesce ad eludere la sorveglianza del Powhatan e a cominciare subito dopo, nella zona delle Antille e delle coste brasiliane, la guerra al traffico mercantile unionista.

27 AGOSTO 1861
Allo scopo di acquisire il controllo delle lagune della Carolina del Nord (note come Pamlico Sounds), utilizzate dai violatori di blocco per far transitare armi e munizioni alle forze sudiste, una squadra unionista al comando del commodoro Silas Stringham, si presenta davanti al canale di Hatteras, principale punto di entrata nelle sounds. La squadra è composta dalle pirofregate e pirocorvette Wabash, Minnesota, Monticello, Susquehanna, Pawnee e Cumberland, dal piroscafo armato Harriett Lane e dalle unità da trasporto Adelaide, George Peabody e Fanny, su cui sono imbarcati 900 marines al comando del maggior generale B. F. Butler. L'azione contro Fort Clark e Fort Hatteras inizia il 28 agosto con lo sbarco dei marines ed il bombardamento dei forti. Il giorno dopo i sudisti, sottoposti ininterrottamente al bombardamento, si arrendono.

La presa di fort Hatteras

14 SETTEMBRE 1861
Una squadra d'assalto sbarcata dalla pirofregata unionista Colorado riesce a distruggere il vascello corsaro sudista Judah, in allestimento presso l'arsenale di Pensacola.

12 OTTOBRE 1861
La squadra unionista al comando del commodoro McKean, costituita dalle pirocorvette Richmond, Vincennes, Preble e Water Witch, raggiunge la bocca del canale detto "Testa dei passi". La posizione è a circa 15 miglia a nord di dove il Mississippi sfocia, con una miriade di canali, sul Golfo del Messico. Avutane notizia, la flottiglia confederata del commodoro J. S. Hollins, posta a difesa di New Orleans, passa subito all'attacco. Formata da sette cannoniere fluviali e dall'ariete corazzato Manassas, la flottiglia sorprende le forze unioniste che, per sottrarsi al fuoco, con manovre errate, portano le unità Richmond e Vincennes a incagliarsi nei pressi di Pillottown. Nonostante il fuoco confederato contro le due unità, il piroscafo McClellan riesce a disincagliare le due unità che, con il resto della squadra unionista vanno ad ancorarsi su alti fondali, fuori dai canali. La flottiglia di Hollins rientra indenne a New Orleans salutata calorosamente dalla popolazione.

29 OTTOBRE 1861
Una squadra unionista composta da 50 unità fra naviglio combattente e ausiliario, guidata dalla pirofregata Wabash, muove da Hampton Roads allo scopo di conquistare la città di Port Royal, equidistante da Savannah e da Charleston, sulle coste della Carolina del Sud. Il controllo della zona consentirà agli unionisti di fornire il necessario appoggio logistico alle flotte di blocco. La squadra, al comando dell'ammiraglio Du Pont, è articolata in due formazioni combattenti: la prima composta dalle pirofregate Wabash e Susquehanna, dalle pirocorvette Mohican, Seminole e Pawnee, dalle cannoniere Unadilla, Ottawa e Paulina e dalla corvetta a vela Vandalia, rimorchiata dal piroscafo Isaac Smith, ha il compito di cannoneggiare le postazioni confederate. La seconda, con il compito di contrastare la reazione del naviglio avversario, è costituita dalle cannoniere Bienville, Seneca, Curlew, Penguin e Augusta. La squadra è rinforzata da un corpo d'armata dell'esercito al comando del generale T. W. Sherman. Dopo cinque giorni di navigazione le unità nordiste danno fondo davanti al canale d'accesso a Port Royal, difeso dai forti Walker e Beauregard, e dalla flottiglia di tre cannoniere fluviali agli ordini del commodoro Tattual. Il 9 novembre inizia il cannoneggiamento dei forti da parte delle forze nordiste. Poiché appare subito evidente la superiorità dei cannoni nordisti su quelli confederati, il commodoro Tattual si ritira.
A metà giornata i confederati evacuano Fort Walker e, al tramonto, evacuano anche Fort Beauregard. Poco dopo le truppe del generale Sherman occupano i forti.

16 novembre 1861
Le cannoniere nordiste Tyler, Lexington e Conestoga conquistano le posizioni sudiste nei pressi di Belmont, fornendo il fuoco di copertura ai circa 3.000 uomini del generale Grant che, dopo alcuni giorni di combattimenti, riescono a fare arretrare verso oriente le forze confederate del generale Leonidas Polk.

8 NOVEMBRE 1861
La pirofregata unionista San Jacinto intercetta, nelle acque delle Bahamas, il piroscafo postale Trent, salpato il giorno prima dall'Avana. A bordo del Trent si trovano i due emissari confederati James Mason e John Slidell, diretti in Europa per acquistare materiale bellico, che vengono arrestati e portati a bordo dell'unità unionista. Per reazione gli inglesi, sollecitati dalla Confederazione che vede di buon occhio un intervento armato contro l'Unione, schierano le truppe lungo il confine canadese. L'incidente diplomatico viene chiuso rapidamente con la consegna dei due emissari confederati alle autorità inglesi di Boston.
22 NOVEMBRE 1861
La unità unioniste Richmond e Niagara, aiutate dai cannoni di Fort Pickens, iniziano il bombardamento di Fort McRae, in mano confederata. L'azione si conclude il giorno dopo senza avere provocato danni rilevanti alle difese del forte.
31 DICEMBRE 1861
Una formazione nordista agli ordini del comandante Rodgers risale il fiume Beaufort, nella omonima zona, con l'obiettivo di congiungersi ad un reggimento dell'esercito al comando del generale Stevens. L'azione inizia il giorno successivo con il bombardamento operato dalle cannoniere fluviali nordiste ai danni delle difese confederate. Le forze confederate sono costrette a riparare a nord abbandonando la zona costiera.

FEBBRAIO 1862Una formazione navale nordista al comando del contrammiraglio Louis M. Goldsborough giunge nell'Hatteras Inlet con l'obiettivo di occupare l'isola di Roanoke e ripristinare l'autorità di Washington sulla regione di Pamlico e Albermarle Sounds, oltre che conseguire l'obiettivo strategico di interrompere l'importante linea ferroviaria fra Richmond ed il porto di Willington. L'operazione prevede la collaborazione di ingenti forze terrestri, per un totale di 17.000 uomini, al comando del generale A. E. Buruside. La squadra nordista è costituita da 19 cannoniere, di dislocamento variabile dalle 200 alle 700 tonnellate, alcune dotate di propulsione a elica e altre con ruote a pale. Mentre il comando tattico è affidato al capitano di fregata S. C. Rowan, imbarcato sulla cannoniera Delaware, il contrammiraglio Goldsborough ha l'insegna sulla cannoniera Southfield. Nove giorni dopo l'arrivo in zona la squadra nordista entra nella laguna di Pamlico e si appresta ad assumere il controllo della laguna di Albermarle, unita alla prima da un canale molto stretto in cui si trova l'isola di Roanoke. Le difese sudiste sono costituite dai forti Fort Hinger, Fort Blanchard e Fort Bartow, sull'isola di Roanoke, da Fort Forrest sulla costa occidentale del canale Croetau e da una flottiglia di otto cannoniere al comando del commodoro Lynch. Per la natura dei fondali e la presenza di ostruzioni messe in opera dai confederati, la sola via praticabile dalle unità nordiste è il canale ad ovest dell'isola. Con le cannoniere disposte su due linee avanzate ed i sette trasporti in posizione arretrata, i nordisti iniziano l'azione cannoneggiando i forti e le cannoniere sudiste. Dopo poche ore cinque di esse, danneggiate, sono costrette a ritirarsi verso il nord, mentre Fort Bartow cessa il fuoco. A seguito della diminuita reazione difensiva i nordisti riescono a stabilire una testa di ponte sull'isola di Roanoke che, il giorno dopo, nonostante i contrattacchi avversari, è forte di circa 10.000 uomini. 
2 FEBBRAIO 1862 Una forza d'attacco unionista, costituita dalla Cincinnati, nave ammiraglia del commodoro Foote, Carondelet, De Kelb, Conestoga, Tyler, Lexington e un corpo di sbarco di 17.000 uomini al comando del generale Grant, muove all'attacco dei forti Henry e Donelson. I forti sono ubicati sulle anse dei fiumi Tennessee e Cumberland rispettivamente. Poiché con la loro posizione controllavano la navigazione fluviale e interdivano ad eventuali formazioni navali i tentativi di forzare le linee sudiste, i generali Halleck e Grant pianificarono il 23 gennaio il loro attacco. Il 4 febbraio le truppe del generale Grant prendono terra 15 km a sud di Fort Henry e si attestano su posizioni favorevoli per impedire ai sudisti di rinforzare le proprie posizioni. L'attacco inizia il 6 febbraio con l'azione combinata delle forze terrestri e della squadra del commodoro Foote. I confederati sono in breve costretti alla resa. Nel corso dell'azione la cannoniera nordista Essex viene danneggiata dal tiro avversario e costretta a ritirarsi. In risposta alla minaccia nordista i confederati creano una flotta fluviale per la difesa del Mississippi. Il 6 febbraio la prima cannoniera corazzata entrata in servizio, ricavata dalla conversione di un piroscafo fluviale, viene catturata, dopo varie vicissitudini, dai nordisti. Nell'agosto successivo entrerà a far parte della flotta unionista con il nome di Eastport. Per sfruttare il vantaggio conseguito con la cattura di Fort Henry il generale Grant dispone una ricognizione offensiva lungo il Tennessee. L'azione, condotta dal commodoro Foote con le unità Tyler, Lexington e Conestoga, frutta la distruzione di sei piroscafi sudisti e la cattura della cannoniera confederata C. E. Hillman.

la presa di Fort Donelson

Al mattino, dopo che i piroscafi hanno sbarcato i reggimenti, la flottiglia di Foote inizia il bombardamento di Fort Donelson. Gli artiglieri confederati, posti in posizione particolarmente favorevole, riescono dopo alcune ore di cannoneggiamento a colpire gravemente la Pittsburgh, la Louisville e la De Kelb. Queste, scortate dalla Carondelet e da due cannoniere non protette, sono costrette a ritirarsi dall'azione. Nonostante la disfatta della U. S. Navy le truppe del generale Grant riescono ad avere ragione del forte il 16 febbraio
anche per il continuo fuoco della Carondelet sul forte. Nella concitazione di quei momenti 2500 soldati confederati riescono ad imbarcarsi su alcuni piroscafi e a mettersi in salvo.
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