16/7/2010 - ALTRI GRANDI PERSONAGGI DELLA CIVIL WAR- PARTE 2

ROBERT GOULD SHOW E IL 54° MASSACHUSETTS
Robert Gould Shaw nacque a il 10 ottobre del 1837 da una famiglia abolizionista di Boston.
Nel 1846 si trasferì con la sua famiglia a Staten Island New York e Shaw si iscrisse alla scuola cattolica romana. In quel periodo Shaw ebbe modo di viaggiare in Europa dove continuò gli studi.
Tornato a casa nel 1855 si iscrisse all’università di Harward che frequentò per tre anni, in seguito entrò a far parte della azienda mercantile di suo zio ma quel lavoro non faceva per lui e Shaw cominciò ad interessarsi alla politica come sostenitore di Abraham Lincoln.
La vita e l’ambiente di Shaw fu circondato di personaggi famosi del mondo della politica e della cultura di allora come William Loyd Garrison direttore del giornale abolizionista “The liberator” che si opponeva allo schiavitù e al mancato riconoscimento del suffragio alle donne, o come Ralph Waldo Emerson, filosofo, scrittore e poeta.
Dopo l’attaco a Fort Sumter Shaw si arruolò nel 7° milizia di stato di New York con la speranza di andare a combattere ed ebbe modo di incontrare Lincon ma il reggimento ebbe breve durata, per questo Shaw chiese di restare in sevizio e fu assegnato come sottotenente al 2° fanteria del Massachusetts stanziato a Camp Andrew West Roxbury. In quello stesso anno il reggimento fu inviato a Martinsburg in Virginia sotto il comando del generale Banks.
Nle 1862 Shaw partecipa al tentativo fallito di fermare Stonewall Jackson nella prima campagna dello Shenandoah e durante la battaglia di First Winchester, Shaw si salvò da un proiettile che colpì il suo orologio da taschino. Dopo aver preso parte alla battaglia di Cedar Montain nel 9 agosto 1862, fu promosso capitano. Dopo un periodo in riserva, Shaw tornò a combattere nella battaglia di Antietam ma proprio in quei giorni suo padre ricevette una lettera del governatore del Massachusetts che lo informava della costituzione del primo reggimento di schiavi liberati a Nord, il 54°
Shaw venne raggiunto dal padre in Virginia e dopo una sua riluttanza si convinse a partecipare all’impresa.
Shaw tornò così a nord e la sua iniziale riluttanza venne allontanata, la cosa era seria, non era una trovata propagandistica finita in una bolla di sapone. Così iniziò l’arruolamento il 15 febbraio. Coadiuvato dal tenente Halloweel il reggimento iniziò l’addestramento a Camp Meigs.
Gli uomini del 54° si mostrarono subito determinati e questo impressionò positivamente Shaw che da quel momento fu il primo a credere in loro. Il 2 maggio dello stesso, anno Shaw convolò in nozze con la sua fidanzata Anne Kneeland Haggerty e il 28 maggio dopo una sfilata tra le vie di Boston, il reggimento partì per il South Carolina a Hilton Head nel settore del maggiore generale David Hunter. Una settimana dopo il suo arrivo, il reggimento venne chiamato a partecipare a una spedizione di saccheggio organizzata dal colonnello Montgomery, ma Shaw rifiutò di partecipare all’azione e dopo questo episodio,scrisse al governatore e iniziò a tempestare di lettere le autorità finché Hunter fu rimosso e il suo posto venne preso dal generale Gilmore che intendeva attaccare Charleston.
Shaw attento ai problemi della paga dei suoi soldati fino a quel momento non equiparata a quella dei soldati bianchi, invitò gli uomini del 54° a boicottarla. Il problema sollevato da Shaw venne risolto dopo 18 mesi.
L’offensiva del generale Gilmore su Charlstown iniziò bene ma il 54° Massachusetts venne tenuto fuori dai combattimenti e impiegato esclusivamente per lavori di trasporto e minuto mantenimento. Il 16 luglio 1863 la svolta: il colonnello Show fu chiamato a comandare la prima azione bellica dove il 54° riportò una grande vittoria respingendo i confederati a James Island. Sull’onda di questo scontro dove i soldati di colore dimostrarono di saper combattere come gli altri smentendo sul campo quelli che pensavano che non avrebbero saputo tenere un fucile in mano in quanto ex schiavi, Shaw fu a guidare i suoi uomini nell’assalto a Fort Wagner, piazzaforte sudista di Morris Island. E’ il 18 luglio 1863.

Prima dell’assalto Shaw consegnò a un giornalista del New York tribune, Edwuard L. Pierce, i suoi effetti personali poi si lanciò all’assalto del forte. I suoi uomini pur subendo perdite riuscirono a scalare i terrapieni del forte e a conquistare le trincee periferiche, ma Shaw venne colpito a morte.

L’assalto venne respinto e i confederati pensando di fare uno sfregio, seppellirono Shaw in una fossa comune con i soldati neri. Il Generale Gilmore tentò più volte di avere il corpo in restituzione dai sudisti ma a un certo punto il padre, Francis Shaw gli impose di smettere con le richieste. La sua famiglia pensò che non poteva avere sepoltura migliore. Grazie all’azione del Colonnello Shaw, alla formazione del 54° , da quel giorno in poi furono formati reggimenti di colore che combatterono valorosamente fino alla fine della guerra. Duecentomila afro americani si arruolarono tra le file dell’Unione durante la guerra civile.
a cura di Stefano Jacurti
LEWIS ARMISTEAD: CHI VIENE CON ME?

Armistead, gli amici lo chiamavano affettuosamente “Lo” .diminutivo di Lotario.
Non ebbe una vita fortunata poiché fu caratterizzata da diversi lutti. Era nato nella casa di suo bisnonno, John Wright Stanly, a New Bern nella Carolina del Nord, figlio di Keith Armistead Walker e Elizabeth Armistead Stanly. Suo zio Edward Stanly fu governatore militare della Carolina del Nord orientale durante la guerra civile. Lewis comunque crebbe in Virginia, entrò nella United States Military Academy ma fu espulso in seguito a un incidente in cui ruppe un piatto in testa a Early suo compagno cadetto, c’è chi dice che fu un pretesto per farlo fuori viste le sue difficoltà di apprendimento con la lingua francese ma suo padre che era influente, riuscì ad ottenere per lui il grado di sottotenente nel 6 ° Fanteria il 10 luglio 1839.
Armistead fu poi promosso tenente il 30 marzo 1844. In quel tempo giunse il momento del suo matrimonio con Cecelia Lee Love, una lontana cugina del generale Lee. Da lei Armistead ebbe due figli: Keith e Flora. Dopo aver svolto il servizio presso Fort Towson Arkansas e Fort Washita vicino al confine con l’ Oklahoma, si recò in Messico a combattere e durante il conflitto, .fu ferito nella battaglia di Chapultepec e promosso capitano e fu qui che conobbe Hancock, suo futuro nemico ma semrpe amico nel cuore.
Armistead continuò a stare nell'esercito dopo la guerra in Messico e fu assegnato nel 1849 nel Kentucky, dove si ammalò perché gli fu diagnosticato un grave caso di malattia della pelle ma poi riuscì a recuperare. Nel mese di aprile del 1850, morì sua figlia Flora Lee e poco dopo sua moglie Cecelia si spense in Alabama per cause sconosciute il 12 dicembre 1850.
Armistead si congedò dall’esercito nel mese di ottobre 1852 per tornare a casa e aiutare i suoi cari in Virginia perché un incendio aveva devastato la casa di famiglia .Durante il soggiorno in Virginia Armistead sposò la sua seconda moglie, la vedova Cornelia Taliaferro Jamison, il 17 marzo 1853. Entrambi tornarono ad ovest quando Armistead riprese servizio nell’esercito.
La nuova famiglia Armistead si spostò in Nebraska, Missouri e Kansas poi la coppia ebbe un figlio, Lewis B. Armistead, ma ancora una volta ci fu un grave lutto perché il neonato morì il 6 dicembre 1854 e fu sepolto a Jefferson Barracks accanto a Flora Lee, la prima figlia perduta.
In seguito Armistead fu promosso capitano il 3 marzo 1855, ma le tragedie familiari continuarono a perseguitarlo: il 2 agosto 1855 si spense la sua seconda moglie per colera a Fort Riley nel Kansas.
Nel 1858, il sesto Reggimento di Fanteria fu inviato di rinforzo nello Utah in seguito alla guerra contro i mormoni e per Armistead cominciò il periodo di guerra contro gli indiani Mohave .Un attacco dei Mohave contro i coloni a Beale Wagon Road costrinsero il suo reggimento a partecipare alla spedizione punitiva contro gli indiani sulla Beale Wagon Road lungo il fiume Colorado.
Il tenente colonnello William Hoffman, alla testa di una colonna di sei compagnie di fanteria, due di dragoni, e qualche artiglieria, iniziò la campagna di Fort Yuma. 23 aprile 1859, il colonnello Hoffman dettò condizioni ai capi Mohave minacciando l'annientamento della tribù se non avessero cessato le ostilità, per permettere ai coloni di spostarsi liberamente . Hoffman prese in ostaggio alcuni dei capi indiani poi partì per San Bernardino.
Armistead, allora capitano, venne lasciato con due compagnie di fanteria e artiglieria della colonna di Hoffman nell’accampamento della guarnigione di Beale's Crossing, sulla riva est del fiume colorado fu così che Armistead ribattezzò il luogo fort Mohave. Alla fine di giugno del 1859 gli ostaggi Mohave fuggirono da Fort Yuma e Armistead ingaggiò battaglia contro di loro e li sconfisse. In seguito a questa sconfitta, con i Mohave arrivò la pace.
la guerra civile
Quando scoppiò la guerra Armistead era in California capitano della guarnigione del deposito militare di San Diego. In questo periodo che non dimenticò mai, si legò a Hancock capitano furiere anche lui in California, da profonda amicizia che Hancok e sua moglie Almira, ricambiarono con sincerità.
Il periodo Californiano vide saldarsi un amicizia e un ricordo che andarono al di là del conflitto.

Winfield Scott Hancock
Le piacevole serate in cui Almira si dliettava al piano e gli amici trascorrevano ore liete, segnarono per sempre un perido indimenticabile. Armistead era un doppio vedovo, aveva avuto gravi lutti, era un uomo solo e gli amici divennero per lui una famiglia.
Alla notizia della secessione e della guerra, a Los Angleles si tenne un ricevimento, una festa d'addio perchè nessuno sapeva se gli amici si sarebbero rivisti. Tra gli altri amici del gruppo c'erano anche Reynolds, che divenne generale nordista e che cadde a Gettysburg il primo giorno di battaglia e Longstreet ,futuro braccio destro sudista del generale Lee.
In quella occasione Armistead così si pronunciò verso Hancock.
"Dio mi fulmini se alzerò mai un mano contro di te."
poi consegnò ad Almira al sua bibbia e un pacchetto con suoi effetti personali se fosse caduto in battaglia. "Non temete e confidate in Dio" c'era scritto. il pacchetto in effetti fu consegnato, ma non è chiaro se venne dato dato ad Almira prima di partire per la guerra, oppure venne dato a Longstreet prima della carica di Pickett, in modo che quest'ultimo potesse recapitarlo.
Armistead lasciò in fretta la California rimasta fedele all'unione e raggiunse il Texas.
Fu promosso colonnello del 57° Virginia nelle operazioni belliche in Virginia occidentale ma poi entrò a far parte dell'armata settentrionale della Virginia del Generale Lee.
In seguito combattè nella battaglia di Seven Pines e il Generale Lee lo scelse per guidare il sanguinoso attacco a Malvern hill durante la battaglia dei sette giorni. Armistead proseguì con l'incarico di vigilare sulle diserzioni nella campagna dei confederati ad Antietam finchè il destino gli diede appuntamento a Gettysburg, dove sotto il comando del Generale Pickett, caricò come generale di brigata nella carica di Pickett il centro delle linee nordiste dove c'era proprio Hancock, il suo vecchio amico. Prima della battaglia i due seppero della presenza dell'altro, ma gli eventi tragici e frenetici delle fasi di Gettysburg impedirono che i due si salutassero sotto una bandiera bianca.

Nel momento supremo della carica di Pickett, Lewis Armistead, cinquante metri più avanti dei suoi uomini, infilò la spada nel suo cappello e gridando "chi viene con me?" si lanciò con i suo uomini nel punto del muretto detto l'angolo, il punto massimo raggiunto dalla confederazione durante la guerra. Con i suoi soldati riuscì a conquistare qualche cannone ma due reggimenti della Pennsylvania falciarono le sue truppe. Armistead cadde ferito e fu colpito tre volte. A terra fece un cenno segreto massone per chiedere aiuto.
Lo vide il capitano nordista Bringam, massone anche lui, che lo soccorse. Armistead chiese di Hancock che non aveva visto in quel carnaio ,ma il capitano nordista lo informò che era stato ferito anche lui.

"Non tutti e due lo stesso giorno! rispose piangendo poi fu trasportato all'ospedale da campo dove morì due giorni dopo per per stress da ferita ed embolia polmonare.
Prima di spirare le sue parole furono di scuse e così disse:
"Dite a Hancock da parte mia che ho commesso contro tutti voi una grave ingiustizia"
a cura di Stefano Jacurti
WINFIELD SCOTT HANCOCK
"non appartengo a un paese formato da principati"

Winfiled Scott Hancock: l’unione è invisibile, non appartengo a un paese formato da principati” questo era il suo pensiero che lo indusse a schierarsi nelle file dei nordisti.
“Oggi in battaglia Hancock è stato superbo” le parole del generale MacClellan dopo la sua magnifica azione durante la battaglia di Williamsburg e così fu chiamato durante la guerra civile.
Temuto anche dai confederati che lo chiamavano “ il fulmine dell’armata del Potomac” le voci della sua fama arrivarono anche agli Indiani che lo chiamarono “vecchio uomo del tuono” Hancock si distinse nel conflitto della guerra fratricida. Strano il destino di questi uomini, un destino che racconta storie umane in una grande tragedia. Anche Hancock aveva combattuto in Messico e laggiù aveva conosciuto Lewis Armistead e molti altri che presto sarebbero diventati compagni in battaglia o futuri nemici. Ecco perché fu proprio Hancock a presidiare un ricevimento d’addio in California non appena giunse la notizia della presa di Fort Sumter. Quell’incontro organizzato da lui stesso e da sua moglie Almira la sera del 15 giugno 1861 a Los Angeles, volle essere l’addio a un periodo spensierato dove molte amicizie si erano cementate ma soprattutto una, quella con Armistead.

Così la mobilitazione generale sia la nord che al sud divise le strade dell’amicizia per far tuonare il cannone, anche se Hancock non dimenticò mai il suo amico che aveva frequentato insieme alla sua consorte Almira, figlia di un commerciante di Sant Louis .

Hancok il superbo, così scrisse di lui il generale Grant nelle sue “personal memories”
Hancock è stato un ufficiale geniale, non c’è stato nessuno che abbia comandato più corpi di lui, non è stato mai menzionato per un errore e i suoi uomini sapevano che erano ben guidati, non èra importante quanto fosse dura la lotta, gli uomini sapevano che c’era un grande comandante che si curava di loro”
Winfield Scott Hancock nacque il 14 febbraio a Montgomery, un piccolo borgo della Pennsylvania, fu battezzato con il nome Scott in omaggio al grande generale della guerra del 1812. Hancock aveva un fratello gemello ma che prese una strada e un destino completamente diverso, prima fumettista, geologo poi alcolizzato e barbone. L’ambita meta di Hancock fu invece West Point dove si laureò nel 1844 e fu uno dei laureati più giovani di quell’anno.
I primi tempi nell’esercito lo portarono in Texas, poi nella guerra contro il Messico arrivò nel 1847 il trasferimento a Vera Cruz chiesto un anno prima per combattere proprio con Scott contro il generale Santa Anna. Fu promosso subito tenente, poi tornò a San Louis dove nel 1850 conobbe Almira Russel, (Allie) la sposò e da lei ebbe due figli, Russel e Ada. Fu trasferito in Florida a Fort Myers durante la guerra con i Seminale come capitano furiere, ma la scartoffie amministrative non gli si addicevano anche se poté restare vicino alla famiglia perché Almira portò i figli con sè e fu l’unica donna ammessa al forte. Sempre con la sua famiglia Hancock fu di stanza in California nel 1858 per servire sotto il generale Joseph Jonston futuro comandante confederato. Fu il periodo spensierato di due anni,con le amicizie poi gli addii e la partenza per il fronte dove fu generale di una brigata di volontari il 23 settembre del 1861 nominato da MacClellan e di una brigata di fanteria dell’armata del Potomac.
A Williamsburg nel 1862 nacque “Hancock il superbo” come lo definì MacClellan mentre telegrafava a Lincoln, quindi altre battaglie: Antietam dove Hancok prese il comando della prima divisione secondo corpo, dopo la morte del Generale Richardson, fece un ingresso teatrale tra le trincee del nemico e quelle dei suoi mentre i suoi soldati lo salutavano. Avrebbe voluto attaccare i confederati perché esausti, ma gli ordini di Mac Clellan furono quelli di tenere la posizione. Seguì Fredericksburg come maior general dove fu coinvolto nel disastroso attacco a Marye Heights voluto da Burnisde e dove fu ferito all’addome, quindi Chancerrsovile, dove i suoi uomini furono decisivi nel coprire la ritirata di Hooker scongiurando una catastrofe dopo la terribile sconfitta. A Chancerrosville accadde che Hancock prese fisicamente un soldato e lo mise sulla linea del fronte” dovete stare qui” disse, poi Gettysburg ,dove arrivò come generale del secondo corpo d’armata per risultare decisivo per due giorni su tre della battaglia. Nel secondo giorno bloccò l’assalto di Longstreet mandando il primo Minnesota a fermare i confederati, nell’ultimo giorno di battaglia il 3 luglio 1863 il generale Meade gli affidò il comando di tre quinti dell’armata del Potomac con ben tre corpi, primo secondo e terzo.
La sua determinazione e la presenza al centro delle forze dell’unione diede ai nordisti una volontà incredibile nel resistere alla carica di Pickett. Durante il bombardamento dei cannoni confederati ordinò ai suoi uomini di stare a terra ispezionando le linee a cavallo perchè tutto fosse pronto, rischiando così la sua vita. Poi durante l’assalto, mantenne il sangue freddo anche quando i sudisti guidati proprio dal suo amico Armistead sembrava stessero per sfondare all’angolo, ma lui ordinò di contrattaccare a due reggimenti della Pennsyvlania. Mentre era cavallo fu ferito da un proiettile che colpì il pomo della sella e un chiodo si conficcò per otto pollici nell’inguine insieme a dei frammenti di legno.
Hancock rifiutò di lasciare il campo fino a che la battaglia non fosse terminata e gli fu applicato un rudimentale laccio emostatico con un fazzoletto attorcigliato alla canna di una pistola. Un chirurgo gli tolse il chiodo e i frammenti di legno, il proiettile fu estratto un mese dopo ma la ferità non guarì mai del tutto.
A Gettysburg Hancok sapeva del suo amico Armistead che comandava l'assalto e chiese sue notizie, seppe che era tra i feriti ma non poté incontrarlo perché immobilizzato a terra. Dopo la battaglia fu trasportato prima a Filadelfia poi nella casa di suo padre ad Harrystown e proprio in quei giorni gli portarono la triste notizia della morte di Armistead e delle sue scuse per una guerra assurda. Il 21 aprile 1866 Hancock avrebbe ricevuto i ringraziamenti del congresso per il suo comportamento a Gettysburg.
La guerra proseguì, Hancock fu richiamato al fronte. Anche se era ancora convalescente combatté battaglie come Trevillan station e Yelow Tavern quindi tornò a mettersi in luce nella battaglia di Spotslivanya, l’offensiva di Grant contro Lee, dove caricando alle testa dei suoi 20.000 uomini il saliente del mulo, sfondò le linee confederate, catturò 4000 prigionieri, 30 cannoni e distrusse un intera divisione dei sudisti.

La battaglia di Spotsylvania- 1864
Per questa azione divenne major general ma la ferità di Gettysburg si riaprì costringendolo nel proseguimento della campagna, a stare nel carro ambulanza. Nel proseguo della guerra e delle carneficine, Hancock perse 3000 uomini nell’assalto a Risme station, si rifece a Burgess Mill nel 1864 anche se a caro prezzo. Era la guerra di logoramento di Grant contro Lee. Fu promosso brigadiere generale per gli assalti al Deep Botton e si arrivò così all’assedio di Petersburg ma la ferita continuò a tormentarlo e la perdita dei suoi 3000 uomini a Risme station non fu da lui dimenticata poiché con i suoi soldati Hancock era un tutto uno. I soldati furono rimpiazzati ma quella non era più la sua armata e sopratutto non era più il solito Hancock perché molto limitato nei movimenti a causa dei dolori per la ferita riaperta.
Era tempo di farsi da parte e così fece, con il suo ultimo discorso ai soldati del secondo corpo il 25 novembre del 1864. Tornò quindi a Washington e per quanto la sua salute glie lo permettesse, si occupò dei veterani feriti.
Nel 1865 gli venne affidata l’esecuzione dei cospiratori di Lincoln compreso il più ingrato dei compiti: l’esecuzione della donna coinvolta:Mary Surrat. Hancock scrisse al giudice Clampitt avvocato della donna incriminata:
“Ho visto la morte, sconfitte e vittorie nell’inferno, l’esplosione e la mitraglia, ma per Dio preferirei essere lì piuttosto che dare l’ordine di esecuzione per questa donna, ma sono un soldato e debbo obbedire.”
Hancock sperò fino all’ultimo e inviò messaggeri per le strade affinché fossero pronti a riportare la notizia di grazia del nuovo presidente Andrew Johnson ma la grazia non arrivò.

Dopo la guerra fu mandato nel west a Fort Leavenwort nel Kansas nel 1866 ne seguì il tentativo di negoziare con gli indiani perché dopo il massacro del Sand Creek la situazione stava precipitando, ne seguì la una fallimentare spedizione contro i Lakota Sioux e i Cheyenne nel 1867.
Nel 1868 Hancock fu inviato a sostituire Sheridan come governatore della Louisiana per la ricostruzione del sud. Fu qui che emise l’ordine numero 40 che consentiva al governo civile di amministrare sostituendo il governo militare che dava un senso di soffocante occupazione agli americani del sud e questo creò forti polemiche, perché fu visto come un atto troppo clemente con il sud sconfitto, ma questo permise e lo si scoprirà negli anni successivi schiavitù a parte abolita, la ripresa del controllo sociale delle caste locali dei bianchi degli ex stati confederati. Hancock tornò nel west sempre nel 1868 nel dipartimento del Dakota dove iniziò una conferenza di pace con gli Indiani, questa volta ad Hancock riuscì a mantenere un clima pacifico ma le cose peggiorarono cinque anni dopo nel 1870 con il massacro dei Piedi neri attaccati da Sheridan (Maria’s Massacre).

Yellowstone Park- Mount Hancock
Sempre nel 1870 Hancock diede ordine al secondo cavalleria di scortare il generale Whasburn nell’esplorazione della regione dello Yellowstone che diede impulso alla creazione del parco dove una montagna, Mount Hancock porta ancora oggi il suo nome. Nel 1872 divenne maggiore generale senior e gli fu assegnato dopo la morte di Meade, il posto di comandante di divisione dell’atlantico a Governor Island e fu in quel perido che ingrassò fino ad arrivare a 250 kg.
La sua vita privata fu costellata da gravi lutti. Sua figlia morì di tifo nel 1885, in seguito sarebbe morto l’altro figlio Russel nel 1884 così anche il nipote di quattro mesi nel 1880. Hancock proprio nel 1880 si presentò alle elezioni coni democratici ma fu sconfitto dal repubblicano Garfield e l’8 agosto del 1885 organizzò il gigantesco corteo funebre per Ulysses Grant.
Morì di diabete il 9 febbraio 1866 e fu sepolto nel cimitero di Norrystown in Pennsilvania, lasciò Almira quasi senza soldi a causa degli oneri che gli causò il fratello gemello, ma grazie alla conoscenze avute in vita, lei fu assistita nel suo declino e scrisse le memorie sul marito che vennero pubblicate dalla casa editrice di Mark Twain, la Webster and Company.
Almira si spense il 23 aprile 1893 e fu sepolta vicino alla sua famiglia di Sant Louis.
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